Sicurezza
Il Comune blocca la mostra contro la violenza di genere: «Foto scioccanti»
L’installazione a Villa Bertelli dove durare fino al 6 gennaio La vicesindaca: «Inserita nel programma a nostra insaputa»
FORTE DEI MARMI. Una donna piena di tatuaggi che si contorce, che grida, che viene crocifissa. Il nastro nero che marchia a lutto. Un’installazione fotografica, quella di Samuele Marsili, che prima toglie il fiato e poi prende a schiaffi. Perché deve provocare proprio questo: «Un pugno allo stomaco – spiega l’artista –, lo stesso che sentono le donne vittime di violenza». “Christiana 2018 d.C.”, così si chiama l’installazione, doveva essere inaugurata ieri (24 novembre) in una stanza di Villa Bertelli, nell’ambito del Premio internazionale Michelangelo Buonarroti, e doveva durare fino al 6 gennaio (secondo gli accordi che l’artista aveva preso con gli organizzatori del premio), ma il taglio del nastro non c’è mai stato.
Quando il presidente della Fondazione, Ermindo Tucci, e la vicesindaca del Comune di Forte dei Marmi, Graziella Polacci, l’hanno vista, sono rimasti «spiazzati». «Non ne sapevamo nulla – commenta la vicesindaca –: è stata una decisione presa dagli organizzatori del premio e non ci era stata comunicata». I due hanno invitato l’artista a smontare tutto dopo il 25 novembre (la giornata internazionale contro la violenza sulle donne), cioè oggi e cioè dopo solo due giorni di installazione. «È troppo forte, non è adatta al pubblico di questo premio, frequentato anche dalle scuole, e al periodo natalizio», commenta Tucci.
«Non entriamo nel merito dell’installazione, che ci può apparire un po’ troppo violenta – commenta Polacci –. Il punto è che, come Comune, possiamo pensare anche di proporre una mostra di questo tipo, di impatto come hanno fatto a Pietrasanta, ma dobbiamo deciderlo noi, saperlo, programmarlo. Noi ce la siamo trovata. Non c’entra nulla con il premio e riteniamo che non sia adatta al suo pubblico».
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L’artista non ci ha pensato su due volte. Ha chiuso la stanza e creato su due piedi un’altra installazione all’ingresso: rose e nastro rosso, una sedia, un leggio, una cornice vuota, un alberello di Natale. Questa volta a soffrire, e morire, è tutta Christiana. «L’amministrazione comunale ha voluto uccidere questa installazione per non disturbare il Natale. E questo è stato uno sfregio a tutte le donne vittime di violenza», commenta Marsili. «Si potevano prendere diverse misure, come chiuderla ai minori di 18 anni, se ritenevano che fosse troppo forte per loro – continua –. Anche se, vi garantisco, che le mie figlie l’hanno vista e non sono per niente scioccate. Christiana è sicuramente un pugno allo stomaco. Deve esserlo, perché la violenza sulle donne provoca la stessa sensazione che si ha quando se ne riceve uno. Ma se preferiscono censurare l’arte, io, la mia opera, la porto da un’altra parte».
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