Gioco
Armato di coltello minaccia di morte la ex compagna ed i figli piccolissimi
Arrestato dai carabinieri un cittadino straniero di 36 anni Dopo la fine della relazione la donna era perseguitata
Quel coltello alzato, le parole che fanno immaginare solo il peggio, pronunciate di fronte alla ex compagna, madre di due bambini piccolissimi: «Uso la legge araba. Uccido i bambini e sarà un Natale di sangue». È dopo il ripetersi di minacce sempre più gravi verso la donna, i loro figli ed il nuovo compagno di lei, che è stato arrestato dai carabinieri di Viareggio un uomo di 36 anni, straniero ma da tempo in Italia. Sul cui capo pende l’accusa di atti persecutori contro la ex compagna, «con l’aggravante di averli compiuti in presenza dei figli minori» spiegano Edoardo Cetola e Mario Sorice, rispettivamente capitano alla guida della Compagnia di Viareggio e tenente. Per le minacce rivolte al nuovo compagno della donna, al primo reato contestato si aggiunge anche la violenza privata.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.17497821:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2018/11/25/news/non-e-normale-che-sia-normale-1.17497821]]
L’attività investigativa successiva alla denuncia della donna, grazie alla quale si è messa in moto la macchina della giustizia, è stata condotta dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Viareggio, sempre più preparati e pronti ad affrontare le vicende legate alla violenza su donne e minori, soprattutto in ambito domestico. Le minacce, sempre più pesanti - «ed anche rivolte ai bambini con frasi come “Vi ho portato in vita ed io risolvo tutto”)», così ricostruiscono i carabinieri - sono andate avanti da marzo a novembre 2018. E l’uomo «non si è peritato di brandire il coltello anche davanti ai bambini».
Il tutto in un quadro nel quale lo stesso ha «tempestato la madre dei suoi figli di telefonate e messaggi, a tutte le ore del giorno e della notte». Una persecuzione i cui contenuti sono sfilati sotto gli occhi dei carabinieri prima, e poi del pm della Procura di Lucca, Paola Rizzo e del Gip del Tribunale di Lucca Giuseppe Pezzuti il quale ha disposto la custodia in carcere per l’uomo. Di fronte alla ricostruzione dettagliata delle offese, delle minacce alla donna ed ai bambini formulate «qualora la loro madre avesse fatto ricorso alle vie legali per l’affidamento dei minori». Minacce di morte che non hanno risparmiato neppure il nuovo compagno della vittima della persecuzione, allo scopo di indurlo a troncare la relazione.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.17497843:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2018/11/25/news/e-venuto-il-tempo-del-codice-rosso-per-abbreviare-l-iter-dei-processi-1.17497843]]
Un clima familiare che - hanno ricostruito le indagini - andava avanti da tempo. Con l’arrestato «che ha sempre avuto atteggiamenti minacciosi e denigratori» mai denunciati dalla donna, madre di due bambini in tenerissima età. Fino a quando, arrivati al capolinea dell’unione, verso la fine del 2017, e con la donna che si è rivolta ad un legale per dirimere le questioni legate ai figli, il comportamento dell’uomo è esploso. Portando la ex compagna a bussare alla porta della caserma dei carabinieri, ma anche a quella del Centro anti violenza, alla Casa delle donne di Viareggio.
Dall’estate ad oggi la situazione è precipitata, costringendo la donna in uno stato di ansia permanente - così la ricostruzione messa insieme dai carabinieri, passo dopo passo al fianco della vittima - che l’ha obbligata ad «alterare le proprie abitudini di vita per il timore dell’incolumità propria e dei bambini». Fino a trasferirsi lontano dalla propria abitazione.
Ai primi di ottobre è stata formalizzata la denuncia «e nel giro di breve tempo abbiamo fatto tutto», sottolinea il capitano Cetola. Raccolti «i gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’uomo, rafforzati sia dalle reiterate, precise, dettagliate dichiarazioni della donna, sia dalle dichiarazioni di diversi testimoni, il giudice per le indagini preliminari - condividendoli pienamente - ha disposto l’applicazione della misura coercitiva della custodia cautela in carcere». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
