Gioco
Sos degli albergatori di Marina «Meno 25% di hotel in 20 anni»
Dalla fine degli anni Novanta ad oggi hanno chiuso 26 strutture su cento L’associazione: «Siamo preoccupati, bisogna cambiare rotta con progetti»
È il segno meno, da anni, a caratterizzare la voce turismo a Marina di Pietrasanta. Meno alberghi, meno presenze turistiche, meno stranieri in arrivo, meno negozi. «A Marina e dintorni, tolto il mare e il pontile non c’è altro» è quanto si sentono dire, sempre più spesso, albergatori e balneari dai propri clienti.
«Siamo preoccupati. Bisogna intervenire perché i dati sono allarmanti e le prospettive motivo di seria riflessione», fanno sapere le categorie economiche con vista sul litorale. Ed in questa ottica si propone l’incontro “CambiaMenti” in agenda sabato 1 dicembre (17. 30) nella sala conferenze Villa La Guidara. «Entreremo nel merito di alcune idee per il rilancio turistico e commerciale di Marina. E lo faremo insieme alle istituzioni, locali e nazionali, ai referenti delle categorie, ai professionisti di settore. Se vogliamo qualificare e valorizzare il nostro litorale e i suoi dintorni, dobbiamo farlo tutti insieme», fa sapere Corrado Lazzotti, presidente Federalberghi di Marina di Pietrasanta e numero due, sempre di categoria, su scala regionale. «Del resto i dati di riferimento non si prestano ad interpretazioni: negli ultimi 20 anni, a Marina, su 100 alberghi ne hanno chiusi, o sono stati trasformati in Rta e appartamenti, ben 26. Come a dire una diminuzione della proposta – continua Lazzotti – di circa il 25%. E ancora: sempre negli ultimi 20 anni hanno chiuso 5 discoteche, mentre le presenze turistiche, dal 2015 al 2018 sono calate di poco meno del 9%. Calo che ha riguardato in prevalenza gli utenti stranieri. Abbiamo invece perso il conto dei negozi che hanno tirato giù la saracinesca o ancora che sono stati trasformati in altro, ci riferiamo, ad esempio, ad unità abitative. Gli alberghi di Focette, Tonfano e Fiumetto danno lavoro a circa 1300 persone, senza considerare l’indotto mentre i, 110 stabilimenti balneari impiegano 550 dipendenti di media a stagione. Incluso, appunto, l’indotto, siamo oltre 2000 lavoratori. Un dato numerico significativo. Senza poi dimenticare che come tassa di soggiorno raccogliamo circa 450 mila euro» . «Ecco perché, alla luce di tutto questo, l’incontro del primo dicembre sarà occasione per fare il punto della situazione e ripartire da progetti concreti. Oggi, per invogliare il turista a fermarsi qualche giorno a Marina, siamo costretti ad organizzare pulmini serali per accompagnarli nel centro storico dove attrazioni, eventi e attività non mancano. Quello che non c’è sul litorale» evidenziano Lazzotti e il presidente dei balneari Francesco Verona.
Da qui le idee per un serio e concreto rilancio, quanto meno su carta, a firma dell’architetto Tiziano Lera e dell’ingegnere Andrea Quiriconi, che verranno illustrate a Villa La Guidara. «Idee per un turismo di qualità, che non significa di lusso, ma che pongono attenzione a tutta una serie di tematiche. Quello che manca, oggi – dicono i due – è il collegamento fra il pontile e il resto del paese: servono percorsi, valorizzazione della passeggiata a mare, soluzioni per le auto». —
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