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Leonardo e le macchine tessili: genio e modernità

Luca Trambusti
L'autoritratto di Leonardo da Vinci e una macchina per la tessitura realizzata secondo i suoi disegni
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L'autoritratto di Leonardo da Vinci e una macchina per la tessitura realizzata secondo i suoi disegni

Al Museo del tessuto di Prato una mostra sulle invenzioni e innovazioni del Genio nel settore delle stoffe

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PRATO. Non si scopre certo ora, in occasione delle celebrazioni dei 500 anni dalla scomparsa, il genio di Leonardo da Vinci, inventore, pittore, scultore e scienziato che nella sua creatività ha toccato diversi ambiti, lontani tra loro ma che hanno saputo attrarre la curiosità e l’ingegno del maestro vinciano. Questa sua ecletticità ha avuto anche una ricaduta su Prato, la capitale mondiale dei filati.

Tra le tante sue invenzioni, Leonardo ha lavorato anche alla modernizzazione del telaio per la tessitura e sui tessuti stessi sui quali ha fatto notevoli studi, come sulla resa del tessile in pittura e scultura nonché sull’elaborazione tecnico stilistica degli abiti ritratti nei suoi dipinti. Così il Museo del tessuto di Prato ha deciso di occuparsi di questo specifico argomento dedicando a Leonardo ed al suo rapporto con i tessuti una mostra che si terrà dal 15 dicembre prossimo al 26 maggio.

La mostra è realizzata in collaborazione con il Museo della scienza e tecnologia di Milano (dedicato allo scienziato e dove la mostra è stata presentata), il Museo leonardiano di Vinci, le strutture produttive meccano-tecniche della Toscana oltre alle istituzioni. «Leonardo – dice Claudio Giorgione curatore leonardiano al museo milanese – ha dedicato anni di studio ai macchinari tessili. Di questo non sono rimasti solo schizzi ma veri progetti che lasciano poco spazio alla fantasia. L’attenzione che Leonardo poneva allo sviluppo industriale – aggiunge – mostra il suo lato pragmatico che contrasta con quello artistico e ideale».

Daniela Degl’Innocenti, conservatrice del Museo del tessuto e curatrice della mostra aggiunge: «La lavorazione di lana e seta già ai tempi di Leonardo era un’eccellenza ad alto tasso di specializzazione e fonte economica importante. Tra il ‘300 e il ‘400 – prosegue – la concentrazione di opifici era diffusa nelle zone di Lucca, Firenze, Siena, Arezzo, Pisa e Prato. Leonardo però – spiega la curatrice – applica gli studi sulla produzione di tessuti a Milano, dove al suo arrivo si lavora molto sulla seta. Con l’ingegno migliora macchinari già esistenti, nati nel ‘200. Il suo telaio meccanico l’ha creato osservando quello manuale».

La mostra di Prato, però, non si occupa solo di sviluppi tecnologici leonardeschi (sono in mostra anche i prototipi costruiti dai suoi progetti) ma di tutto quello che il Genio vinciano ha fatto sui tessuti, i suoi studi su come “cadono” nell’abbigliamento e come riprodurne le pieghe, il panneggio, in pittura e scultura. Schizzi, bozzetti, tavole ed opere mostrano quanto studiasse per arrivare ad un risultato finale ineccepibile. Dunque la mostra “Leonardo Da Vinci. L’ingegno – il tessuto” si focalizza su uno dei tanti aspetti degli studi del grande artista e scienziato, quello che in qualche modo, anche indiretto, ha permesso a Prato di conquistare l’eccellenza nel settore dei filati, diventando, come ai tempi di Leonardo, una grande fonte di reddito e creatività. —
 

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