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Versilia

la ricorrenza

Viareggio ricorda Giovanni Pieraccini, il suo senatore

Il senatore Giovanni Pieraccini
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Il senatore Giovanni Pieraccini

E' stato uno dei più importanti dirigenti del Psi e più volte ministro

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VIAREGGIO. Il 23 novembre 1918 nasceva a Viareggio Giovanni Pieraccini, uno dei più importanti dirigenti del Psi e più volte ministro. Nel centenario della nascita la rivista “Quaderni del Circolo Rosselli” diretta da Valdo Spini ed edita da Pacini Pisa gli dedica un numero monografico, il 4/2018. . Il fascicolo, “Giovanni Pieraccini nel socialismo riformista italiano”, curato dal professore Alessandro Giacone, verrà presentato domani alle 17.30 alla Gamc. Tra i numerosi autori del “Quaderno” Giuliano Amato, Vittorio Emiliani, Spencer Di Scala. Attraverso il percorso politico di Pieraccini vengono trattati e indagati sia la storia del Psi degli anni ’60 che le vicende della legge urbanistica e della politica di programmazione.

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Alla presentazione organizzata dal Comune e dalla Fondazione del Banco di Lucca con la Fondazione Circolo Rosselli, interverranno il sindaco di Viareggio Giorgio del Ghingaro, il vicepresidente della Fondazione Banca del Monte di Lucca Andrea Palestini, il curatore Alessandro Giacone e Cristina Acidini. Concluderà il direttore dei “Quaderni” Valdo Spini.

Samuele De Lucia, ex viceprefetto vicario di Lucca che fece parte della squadra di commissari coordinati dal prefetto Domenico Mannino che tra il 2012 e il 2013 fu incaricata della gestione del Comune, lo ricorda così. «Avendo, fra le altre, la delega alla cultura - scrive De Lucia - le occasioni di incontro furono numerosissime, essendo egli fortemente interessato alla istituzione di una scuola di arti grafiche. Vorrei segnalare alcuni aspetti della sua personalità che mi colpirono e che non ho più dimenticato. Innanzitutto il grande amore per Viareggio, per la cui difesa ha lottato, con energia giovanile, fino all’ultimo giorno di vita. Noi italiani abbiamo per le nostre radici un legame particolare, come mi è capitato di verificare girando per motivi di lavoro per il nostro paese, ma non ho timore di affermare che il suo era davvero forte e tenace. Mi impressionava, poi, la sua capacità di guardare lontano, di progettare a lungo termine un futuro nuovo per Viareggio e la Versilia, per cui immaginava, forse legittimamente, da padre nobile. E infine una brillantezza espositiva straordinaria, frutto evidente di studi intensi, alla Normale, e di importanti letture. Penso che nella sua vita non abbia mai lasciato in sospeso una frase o si sia perso dietro qualche subordinata. Il suo discorrere era completo, solido, avvolgente, efficace, armonioso. Era un eccezionale narratore, un maestro dall’insuperabile eloquio. Un personaggio di altra tempra e altri tempi». —


 

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