Il Tirreno

Versilia

la lotta al virus 

In Versilia solo un medico su cinque vaccinato contro l’influenza

Matteo Tuccini
In Versilia solo un medico su cinque vaccinato contro l’influenza

L’Asl si mobilita: troppo pochi, così non va. «Le motivazioni? Soprattutto superficialità e sottovalutazione del rischio». Via alle vaccinazioni anche in ospedale

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VIAREGGIO. Solo il 20% dei medici, uno su cinque, si vaccina contro l’influenza. Una percentuale molto bassa, praticamente la metà dei versiliesi sopra i 65 anni che nell’ultima campagna di prevenzione si sono sottoposti al vaccino (54% della popolazione interessata). A riconoscerlo è la stessa Asl, che spiega di non essere soddisfatta. «I medici vaccinati, così come il personale sanitario, sono pochi – afferma Alberto Tomasi, responsabile Igiene e sanità pubblica dell’Azienda sanitaria nordovest – Evidentemente la vaccinazione antinfluenzale non viene ancora percepita come una necessità. Invece deve diventare come i guanti per chi va in sala operatoria. Bisogna proteggere se stessi e i pazienti».

I perché di un flop

A parlare con i medici ci si accorge che si tratta di un nervo scoperto. Anche i professionisti che si vaccinano con convinzione non riescono a spiegarsi come mai la maggior parte dei i colleghi siano così refrattari. Il dottor Tomasi parla di «una conoscenza dell’argomento non ancora adeguata, soprattutto sui rischi che comporta la mancata vaccinazione anche del personale sanitario. Anche se le motivazioni di chi non si sottopone alla prevenzione andrebbero chiarite». Alcuni medici del “Versilia” spiegano che «in molti casi di tratta di pura e semplice pigrizia, oppure di superficialità sull’argomento. Ci sono colleghi che si sentono al riparo da tutto e che ritengono la vaccinazione antinfluenzale necessaria solo per i pazienti che hanno problematiche maggiori». Eppure i medici rischiano di essere un veicolo del virus. «Ma anche in questo caso – si spiega – l’allarme non viene percepito a sufficienza». Un dubbio è lecito: non è che anche tra i medici ci sia qualche No vax che teme effetti negativi sulla salute? La risposta è unanime: «Se ci sono, sono mosche bianche».

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Chi dice no

Il primario di psichiatria al “Versilia” Mario Di Fiorino ammette di non volersi vaccinare contro l’influenza e spiega il perché: «Non sono un antivaccinista, guai a chi lo sostiene. Ritengo, però, che sulla questione specifica la campagna di prevenzione non sia necessaria. Il vaccino antinfluenzale è fondamentale in alcuni reparti dove si curano malati con le difese immunitarie ridotte. Malati di tumore, patologie respiratorie e così via. In psichiatria non lo ritengo prioritario, così come non lo ritengo prioritario per me».

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le contromisure asl

Il vaccino antinfluenzale non è obbligatorio e non lo sarà neppure per i medici, così come per l’intero personale sanitario. In alcune regioni si è parlato di possibili provvedimenti contro chi si rifiuta di farlo. «Ma in Toscana non avverrà – dice Tomasi – Di sicuro faremo vaccinazioni ad hoc per il personale in ospedale e negli ambulatori. Siamo convinti che le vaccinazioni aumenteranno: in generale prevediamo un incremento per tutti, medici e pazienti, del 5%». —




 

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