Il Tirreno

Versilia

Rubano pellicce, arrestata banda al mercato di Forte dei Marmi

Melania Carnevali
Rubano pellicce, arrestata banda al mercato di Forte dei Marmi

Due bosniaci vestiti di tutto punto sono stati bloccati dalla polizia municipale. Il complice li aspettava in auto

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FORTE DEI MARMI. Sono vestiti di tutto punto. Capelli pettinati, profumo di dopobarba, scarpe appena lucidate. Si avvinano al banco di pellicce in via Marconi (dove è appena stata trasferita una parte del mercato di Forte dei Marmi) e guardano i capi come una normale coppia di turisti benestanti. Lei prende una delle pellicce, dal valore di 4.500 euro, se la prova, finge di essere interessata all’acquisto.

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Poi, con nonchalance, si allontanano entrambi dal banco. Piano piano. Con la pelliccia mai pagata addosso. . A notare la coppia di ladri è un ambulante che dà subito l’allarme. Incomincia a inseguire la coppia insieme al proprietario del banco di pellicce. Gridano. I due, pochi metri dopo, fanno cadere a terra la pelliccia appena rubata e si danno alla fuga. Ma senza correre. Sempre piano piano, per non dare nell’occhio.

Ma non sono passati inosservati a una pattuglia di vigili urbani, in servizio in quel momento in via Marconi, che li ha bloccati e portati al comando. Si tratta di due bosniaci: lui del 1978 con precedenti per furto di capi di abbigliamenti costosi, lei del 1987.

Da ulteriori e rapidi accertamenti del comando di polizia municipale, gli agenti, guidati dal comandante Giuseppe Antonelli, hanno scoperto che un terzo uomo aspettava i due in auto. Era parcheggiato vicino a via Marconi. Nell’auto gli agenti hanno trovato due macchinari che servono per disturbare le frequenze dei sistemi antitaccheggio. Tradotto: per rubare nei negozi. La sua posizione adesso è al vaglio degli inquirenti, che credono che i tre facciano parte di una banda dedita ai furti di pellicce e di capi di abbigliamento di marca. La coppia invece ha trascorso la notte in una cella del commissariato di polizia di Viareggio e oggi compariranno davanti al giudice che deciderà se convalidare o meno l’arresto. 


 

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