Il Tirreno

Versilia

IL PROCESSO 

Il responsabile della piscina accusato di avere trattenuto gli incassi

Cesare Bonifazi
Il responsabile della piscina accusato di avere trattenuto gli incassi

Ha già restituito la somma non versata alla Pluriservizi ma è stato indagato e rinviato a giudizio per peculato

2 MINUTI DI LETTURA







Marco Bacci, il responsabile della piscina di Camaiore, gestita dalla società partecipata del Comune Pluriservizi, dovrà difendersi davanti al giudice dall’accusa di peculato. A curare la difesa del dipendente gli avvocati Ivan Bechini e Rubina Pini del Foro di Prato. La questione risale a tre anni fa: secondo la ricostruzione dell’accusa, Bacci avrebbe trattenuto circa 1. 920 euro di fatture riscosse in contanti. Il denaro sarebbe stato riscosso nel periodo tra il maggio e l’ottobre del 2015. Questo denaro sarebbe poi stato restituito alla Pluriservizi, secondo quanto si apprende da fonti interne al Comune, in due mandate: il 14 dicembre del 2015 e l’8 febbraio dell’anno successivo.

«L’azienda ha proceduto, nella persona della responsabile del personale dell’epoca, nel marzo 2016, a contestare al lavoratore, quale responsabile della relativa mansione, il ritardato versamento sul conto corrente aziendale di alcune fatture - spiega l’assessore alle società partecipate Simone Leo - ma il procedimento disciplinare si è concluso. L’azienda non ha subito danni e per questo l’amministratore non ha proceduto alla costituzione di parte civile».

Ma la segnalazione di quanto avvenuto è bastata per procedere con l’accusa di peculato, ovvero «l’appropriazione indebita a profitto proprio commessa da un pubblico ufficiale che ne abbia il possesso in ragione del suo ufficio».

La comunicazione del rinvio a giudizio è arrivata il 2 marzo e adesso Bacci dovrà difendersi dalle accuse.

La vicenda del dipendente della Pluriservizi ha scatenato un’accesa polemica nell’ultimo consiglio comunale. L’opposizione, con il consigliere di Forza Italia Marcello Mancini, ha ribadito come ci sarebbe stato un diverso trattamento rispetto ad altri episodi avvenuti recentemente. Due dipendenti della società Pluriservizi sono stati licenziati infatti perché accusati di avere violato i limiti concessi dai permessi della legge 104 per l’assistenza familiare e per la malattia, un altro dipendente era stato allontanato perché il suo contratto sarebbe nullo.

La situazione di Bacci nei mesi scorsi è stata messa di nuovo in discussione senza però arrivare al punto quando un’ex dipendente della Pluriservizi aveva chiesto l’annullamento del suo contratto in forza del fatto che era stato assunto al termine di contratti a tempo determinato e la dipendente no.

In questo caso il giudice ha deciso di salvaguardare la situazione lavorativa di Bacci che era coinvolto insieme alla collega Patrizia Gemignani. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca