Il Tirreno

Versilia

lutto nell’arma 

Addio al maresciallo scrittore che arrestò la Circe di Forte dei Marmi

Addio al maresciallo scrittore che arrestò la Circe di Forte dei Marmi

Giovanni Pudda era stato comandante della stazione di Forte dei Marmi. Una volta in pensione aveva iniziato a scrivere favole e romanzi. Aveva 84 anni

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FORTE DEI MARMI. Con il suo modo di fare, severo, ma umano, riservato e al tempo stesso ironico, Giovanni Pudda aveva conquistato giorno dopo giorno, anno dopo anno, la fiducia e la stima di tutta una comunità. Che gli voleva bene, come si può volere bene ad un padre di famiglia risoluto nei suoi principi, ma con un gran cuore. Quel cuore che nelle prime ore di ieri mattina ha smesso di battere all’età di 84 anni. Se ne è andato così, immerso nel silenzio degli affetti di famiglia, il maresciallo che scriveva romanzi e favole. Già perché Giovanni Pudda, dopo 42 anni nell’Arma e dopo avere ricoperto per 18 anni il ruolo di comandante dei carabinieri della stazione di Forte dei Marmi, una volta in pensione aveva riscoperto la sua passione per i libri e la scrittura, per la storia e la letteratura greca. Pudda, sardo d’origine (era nato a Ploaghe in provincia di Sassari nel 1934), ma da decenni versiliese d’adozione, da qualche tempo abitava con la moglie Maria, la compagna di una vita, dalle parti di Marina di Pietrasanta. «Non derogava mai dai suoi principi, ma sapeva rispettare le persone, comprendeva anche le situazioni più complicate. È stato un grande carabiniere, un riferimento per molti di noi», ricordavano, nella giornata di ieri, alcuni colleghi.

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Una carriera, quella di Pudda, segnata nel luglio del 1989 dall’omicidio Iacopi, commesso proprio a due passi dalla sua caserma: il famoso "caso della Circe’: una vicenda che, nel breve volgere di pochi giorni, travalicò i confini locali diventando un vero e proprio evento mediatico al punto che lo stesso Pudda venne invitato ad una trasmissione televisiva sul caso. «Avevamo le telecamere sotto casa e nei pressi della caserma: furono giorni intensi e complicati», ricordano i familiari. Sulla vicenda della Circe, dove gli autori del delitto vennero individuati proprio grazie alle sue indagini, Pudda scrisse anche un libro, alla fine mai pubblicato. Di altro genere invece erano i racconti che Giovanni Pudda, un vero e talentuoso autodidatta, in ossequio ad una passione giovanile, mai sopita, pubblicò una volta andato in pensione: «In fondo anche nei rapporti giudiziari dovevo raccontare i fatti, anche se di tutt’altro genere», ripeteva di tanto in tanto prediligendo, nelle sue storie, il lieto fine e il trionfo del bene sul male, che poi, in fondo era la quintessenza anche della sua carriera di militare. Così Pudda aveva firmato tra gli altri "Un uomo, un carabiniere", "Dall’inferno al paradiso", "Una Fiaba moderna a Forte dei Marmi" e tanti altri piccoli racconti, oltre appunto quello sulla Circe rimasto (forse per sempre nel cassetto) con le sue verità e un romanzo, "Tra mafia e sentimento", che stava completando. «Giovanni Pudda ha ricoperto molti incarichi prestigiosi e fra questi il più importante è stato quello di Comandante della stazione territoriale, attività - è il ricordo sempre dei colleghi - che gli ha consentito di stare a diretto contatto con la gente. E di farsi volere bene, con i suoi modi, le sue parole, con quel senso pratico che mai smarriva una sincera umanità di fondo ed il profondo rispetto degli altri»

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di Redazione web