Sicurezza
Accusato di violenza sessuale verso la figlia ragazzina della ex
Cinquantenne versiliese rinviato a giudizio con l'accusa di violenza sessuale aggravata e detenzione di materiale pedopornografico
VIAREGGIO. Lei, secondo la ricostruzione di accusa, teneva la sua biancheria dentro il comò di sinistra, lui in quello di destra. Dormivano abbracciati, si coccolavano, si svegliavano al mattino con un “buongiorno amore”. Ma non era una relazione; era un gravissimo abuso. Per l’età degli amanti, anzitutto: allucinante perché coinvolge una ragazzina. Ma anche per i loro intrecci familiari. Lui era un quarantenne, lei aveva appena dodici anni ed era la figlia della sua compagna.
Una storia devastante, vissuta in un comune della Versilia e che è finita in un’aula di tribunale con accuse pesanti. L’uomo è stato denunciato dalla polizia a piede libero e la procura ne ha chiesto adesso il rinvio a giudizio. Lei è una ragazzina quando inizia a dormire nel letto matrimoniale con l’uomo. La madre dorme da tempo in un’altra camera. Non vede o finge di non vedere quello che sta accadendo tra la figlia e il compagno (ormai ex). Dopo tre anni (quando la figlia ha 15 anni) se ne va di casa con un altro uomo. La figlia rimane lì, con l’ex. E i due continuano a vivere insieme per altri due anni. Girano mano per la mano per le strade, frequentano bar, locali, si baciano in pubblico, si fanno selfie in piazza e foto erotiche nella camera da letto. Un quadro gravissimo. Ma le voci circolano e arrivano al commissariato di polizia che manda i suoi uomini a casa. Già dalla perquisizione maturano la convinzione che le voci siano vere.
Primo: nei cassetti accanto al letto della camera matrimoniale, c’è la biancheria intima di entrambi. Secondo: nei loro smartphone, trovano foto dei due nei momenti di intimità. Poi saranno loro stessi a confermare la storia, a raccontare agli agenti di essere innamorati e di non vederci nulla di male.
La polizia denuncia quindi l’uomo e porta la ragazza (ormai quasi maggiorenne) in una struttura protetta. La procura di Lucca ne ha chiesto il rinvio a giudizio per due reati: violenza sessuale aggravata (per aver avuto rapporti sessuali con un soggetto che aveva meno di 14 anni) e detenzione di materiale pedopornografico.
Nei giorni scorsi si è tenuta l’udienza davanti al gup di Lucca, il quale però ha rinviato tutto a Firenze alla procura distrettuale antimafia (il secondo reato è di sua competenza e si porta dietro l’altro).
L’uomo, difeso dall’avvocato Marco Serafini, dovrà comparire quindi davanti al giudice fiorentino.
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