Il dolore
Viviani chiede due milioni di risarcimento al Comune
L’amministratore della Pietrasanta Sviluppo: «Io danneggiato dalla modifica di destinazione d’uso di un terreno ritenuta illegittima dal tribunale»
PIETRASANTA
Due milioni di euro di risarcimento danni. A chiederli, al Comune, è Claudio Viviani, amministratore della Pietrasanta Sviluppo, anche se la richiesta in questione si lega alla sua attività di imprenditore e di primo referente dell’Immobiliare Diego. Sarà il Tar, il prossimo 6 dicembre, a entrare nel merito di un contenzioso che riguarda la controversa modifica di destinazione d'uso di un terreno, probabilmente nominando un perito per valutare la congruità del risarcimento. Questo perché una precedente sentenza ha già dato ragione allo stesso Viviani spianandogli la strada verso una causa in sede civile che qualche imbarazzo dalle parti di palazzo lo sta creando.
Lo scenario, in effetti, è surreale con il responsabile della principale società partecipata dal Comune che porta in tribunale quella stessa giunta e quello stesso sindaco da cui è stato indicato come amministratore unico e che ha contribuito a fare eleggere alcuni mesi fa.
«Sono stati lesi i miei diritti: a me poco importa che ci siano destra o sinistra a guidare il palazzo: quello che chiedo è che venga riconosciuto il danno che ho subito. Chi ha sbagliato, oggi, domani o fra cinque anni, pagherà. Non intendo fare alcun passo indietro» evidenzia ancora Viviani.
Non lo farà neanche il Comune che ha dato incarico al proprio legale, Marco Orzalesi, di opporsi davanti al Tar con l’obiettivo di non versare un euro addebitando le spese legali proprio a Viviani. Per una querelle che si innesca dalle parti di via Iare dove l’immobiliare Diego e proprietaria di un terreno che con il regolamento urbanistico ratificato durante il mandato Lombardi si è vista applicare una modifica di destinazione d’uso da artigianale-industriale a commerciale-direzionale.
«Un danno rilevantissimo, questa modifica, poi certificata come illegittima dal tribunale - precisa Viviani - dopo avere ottenuto l’azzeramento del regolamento per quanto riguardava la mia posizione, ho atteso a lungo per il rilascio della concessione edilizia che mi spettava. Tutto questo mi ha fatto perdere la vendita di una parte di capannone e ancora la possibilità di affittare. Per un danno che abbiamo appunto quantificato in due milioni di euro».
Un importo, che se riconosciuto congruo, potrebbe mettere in serie difficoltà le finanze di palazzo. «Non entro nel merito di queste dinamiche: mi limito a ricordare che avevo già venduto una parte di capannone e che il cambio di destinazione ha mandato tutto all'aria. E che nonostante una sentenza a mio favore il rilascio della concessione mi è stato dato con un ritardo immotivato. Se poi, nel caso, a pagare sarà il politico, il dirigente, il funzionario o chi altro, io questo non lo so e neanche mi interessa. Vado avanti per la mia strada,senza farmi condizionare da altri pensieri perchè so di essere dalla parte della ragione» chiosa Viviani che, nel contesto della maggioranza cittadina di centrodestra, vuoi per la sua appartenenza alla Lega, vuoi per la vicinanza ad alcuni consiglieri e vuoi ancora per l'appoggio dato prima a Mallegni e poi a Giovannetti, rappresenta uno dei riferimenti della coalizione. Un problema, politico, non da poco per chi oggi amministra la città. —
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