Il Tirreno

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INQUIRENTI AL LAVORO 

Primi interrogatori in carcere «Confermate alcune accuse»

MANUELA D’ANGELO

Ascoltati dal giudice gli arrestati che hanno deciso di parlare: si tratta di Di Stefano e Micheli mentre Romano si è avvalso della facoltà di non rispondere

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VIAREGGIO

Si sono svolti ieri i primi interrogatori di garanzia degli arrestati in carcere nell’ambito dell’inchiesta sulle infiltrazioni mafiose a Massa della Direzione distrettuale antimafia di Genova. Sono stati ascoltati, per il momento, dai gip delegati dalla Procura di Genova, Massimo Di Stefano, Carmine Romano e Fabrizio Micheli.

Di Stefano, in carcere a Massa, difeso dall’avvocato Nicola Bianchi è accusato di estorsione e associazione di tipo mafioso: «Ha confermato solo in parte alcune accuse – ha detto l’avvocato Bianchi – e specificato altri aspetti in merito alla sua posizione. Non abbiamo comunque avuto molto tempo per esaminare le carte».

A Lucca è stato sentito Fabrizio Micheli, presidente della srl My Way (anche lui accusato di estorsione e 416 bis) difeso dall’avvocato Luca Bertoncini: «Ha parlato molto, ha raccontato al gip che stava eseguendo il suo lavoro, come socio di Carmine Romano e Di Stefano; era, in quel periodo, consulente finanziario per la famiglia Mari e ha cercato di salvare le loro abitazioni messe all’asta. Ha ribadito che non era a conoscenza delle minacce, e che non ha mai saputo nulla di quello che stava accadendo, né tanto meno ha partecipato all’estorsione. Noi, alla luce di queste dichiarazioni, chiederemo il riesame».

Si è avvalso della facoltà di non rispondere, invece, Carmine Romano (anche lui accusato di estorsione e 416 bis) difeso sempre dall’avvocato Bianchi, interrogato ieri a Spezia.

Per gli altri due arrestati, Sergio Romano e Giovanni Formicola, gli interrogatori di garanzia si svolgeranno all’interno del carcere di Napoli dove sono reclusi.

Bisognerà invece attendere domani per le notizie riguardanti gli interrogatori dei due massesi che si trovano agli arresti domiciliari: Nicola Mari e Alessandro Puccetti, il primo difeso dall’avvocato Roberto Iacopetti e il secondo dall’avvocato Luca Bertoncini. Iacopetti crede che «non ci sarà la necessità di avvalersi della facoltà di non rispondere, anzi, è bene cominciare a dare qualche spiegazione. La documentazione ci è stata consegnata da poche ore, speriamo di riuscire a produrre un po’ di materiale utile per il gip».

Dichiarazioni che potrebbero aprire ad ulteriori colpi di scena.

«Dopo gli interrogatori di garanzia di Mari e Puccetti, i due massesi ai domiciliari, potrebbe cambiare sensibilmente il quadro probatorio». A dirlo è l’avvocato di Nicola Mari, Roberto Iacopetti, che ha in mano una «diversa verità» pronta a venir fuori. —

MANUELA D’ANGELO

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