Sicurezza
No della Soprintendenza alla rimozione dei pini a rischio
La Mover aveva chiesto di sostituire con altri alberi quelli con radici sporgenti per risolvere i problemi legati all’asfalto devastato delle vie cittadine
VIAREGGIO
Dalla Mover ci hanno provato in più occasioni. Per risolvere il problema delle radici sporgenti dei pini e rendere più sicure molte strade di Viareggio trasformate in piste da motocross con buche e avvallamenti pericolosissimi soprattutto per scooter e biciclette, hanno cercato in più occasioni di sostituire i pini con altri alberi che non presentano le stesse controindicazioni. Ma tutti i tentativi sono andati a sbattere contro una serie di no della macchina burocratica. A partire dai dinieghi arrivati dalla Soprintendenza.
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Dopo il servizio del Tirreno sull’asfalto cittadino devastato dalle radici, dall’azienda pubblico-privata che – oltre alla riscossione dei parcheggi a pagamento – si occupa della manutenzione di strade e marciapiedi si comincia a capire almeno in parte il perché questo problema sia tutt’altro che risolto. In buona sostanza, per risolvere davvero la questione, prima di intervenire sulle strade flagellate, servirebbe un intervento sulle radici sporgenti in modo che dopo pochi anni il manto stradale non si deteriori nuovamente rendendo inutili i lavori (come invece avvenuto ad esempio nel tratto di via Fratti fra via Udine e via Zara). Una operazione che però rischia di mettere a repentaglio la vita della pianta. Per gli esemplari di pino più vecchi e più malandati – che sono poi quelli che stanno creando più problemi alla pavimentazione – la Mover proponeva la sostituzione con nuovi alberi di altre specie (ad esempio querce ed olmi) che non provocassero gli stessi problemi. Ma in più circostanze è arrivato il no della Soprintendenza per motivi storici e paesaggistici.
Nel frattempo le radici dei pini hanno continuato il loro lavoro di espansione in superficie. Rendendo molte strade quasi impraticabili (e sicuramente pericolose per la circolazione). Qualche esempio? Molte strade del quartiere di Don Bosco (in primis la via Zara), il tratto del viale dei Tigli fra via Virgilio e via Coppino, via Piero della Lena al Varignano, via Virgilio fra via dei Pescatori e via Menini in Darsena, alcuni tratti di via Comparini al campo d’Aviazione, la rotondona di largo Risorgimento ai piedi del vecchio cavalcavia. E la situazione, con il passare del tempo, è destinata a peggiorare sempre più. Col rischio di incidenti stradali, cadute per scooter e biciclette, danni a cose e persone (sperando che non ci scappi di peggio)
L’amministrazione comunale, al momento, si è limitata a segnalare la situazione con un prolificare continuo di cartelli stradali che indicano il “pericolo radici sporgenti”, restringendo le carreggiate e abbattendo il limite di velocità a 30 chilometri all’ora (con il record-farsa di 10 chilometri orari in via Zara!). Una “toppa” che non può certo considerarsi una soluzione, ma che ha il sapore di volersi parare in caso di eventuali cause assicurative per incidenti e danni. Ma non è certo questa la risposta che si attendono i cittadini. —
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