Gioco
Il 34º Premio Viareggio Sport incorona Pioli, Lotito e Bergomi
Il riconoscimento principale alla campionessa paralimpica di dressage Morganti Videomessaggio di Lippi dalla Cina, la gioia di Biagiotti, l’elogio di Del Ghingaro
VIAREGGIO. Contento. Anzi, “contentissimo”. Andrea Biagiotti cammina da una sala all’altra del Principe di Piemonte. Si guarda attorno, percepisce un calore intenso, spontaneo, senza costrizioni. Un decennio a capo del comitato organizzatore di un premio – il Viareggio Sport – che di anni ne ha invece 34. «È una parte dell’anima della città» sottolinea il sindaco Giorgio Del Ghingaro. «Ancora una volta siamo riusciti portare personaggi di enorme rilevanza, significa che la qualità della manifestazione continua a crescere».
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Biagiotti è il ritratto della radiosità. Gli basta un attimo per rendersi conto che l’impegno suo e dei suoi più stretti collaboratori è stato ripagato. «È una gratificazione continua. Rivolgo un sincero grazie a chi ci è stato vicino, in particolare alla Bcc Versiliana Lunigiana e Garfagnana per il suo totale supporto». Il peso del tempo che scorre si fa sentire, lui non lo nasconde. «Ma serate come queste danno la spinta per continuare, andare avanti. Il premio si è guadagnato una ribalta eccezionale, grazie all’attenzione dedicata dai media nazionali. La strada che abbiamo intrapreso è quella giusta, ne sono sempre più convinto».
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L’affetto incondizionato che avvolge Biagiotti e la manifestazione oltrepassa i confini nazionali, arriva sino in Cina, là dove attualmente si trova Marcello Lippi, “presente” al Viareggio Sport con un videomessaggio trasmesso durante la cerimonia. «Tra poco torno. Prometto che dall’anno prossimo sarò più vicino a voi e a tutti gli sportivi viareggini». Fisicamente, intende il ct campione del mondo a Germania 2006. Sul palco sale la moglie Simonetta. Si dice «orgogliosa di rappresentare la propria famiglia» all’evento.
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Poi tocca a Pierluigi Collina, altra icona di Viareggio nel mondo, pur essendo nato a Bologna. Scherza sulla distanza tra la Cina e la città che lo ha “adottato” nella quale però da qualche anno non vive più (si è trasferito al Forte). «Quattordicimila chilometri di distanza? Non lo sapevo» ammette scherzosamente, tornando subito serio quando ricorda di aver espresso al presidente Biagiotti «la mia volontà di esserci, nonostante gli impegni. E per me è un grande piacere».
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E poi c’è quello strettissimo legame con la famiglia Buonomo. Lo ricorda con sincero affetto. Riflessi locali di un premio che una sua identità nazionale se l’è costruita. Col tempo, nel tempo. Anche per i valori umani che trasmette. Come quelli che hanno convinto il comitato organizzatore a conferire il più prestigioso dei premi a Sara Morganti. «Lei è l’emblema dello sport. Ha saputo reagire alle avversità, superandole con una forza di volontà sovraumana», motiva Biagiotti riferendosi alla fuoriclasse paralimpica specialista del dressage. Del Ghingaro dal palco rammenta come il successo di Viareggio al di fuori dei propri confini passi (anche) dai successi sportivi, per quanto il momento sia piuttosto complicato. E poi, complice la presenza dell’allenatore della Fiorentina Stefano Pioli (uno dei premiati insieme al presidente della Lazio Claudio Lotito e Beppe Bergomi), il sindaco ripassa con la mente e poi con le parole l’episodio che lo vide protagonista nella giornata inaugurale della Coppa Carnevale del 2017, con quella sciarpa della Juventus messa al collo di Bernardeschi, allora giocatore viola. Mossa profetica. «Prenderà il posto di Marotta come dirigente del club bianconero?» gli chiede Gianni Muzio, presentatore della serata. Lui declina col sorriso. Lo stesso di Biagiotti nel percepire quel calore intenso, spontaneo, senza costrizioni.
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