Sicurezza
Pronto soccorso e 118 pronti a gestire una maxi emergenza
Erano state allertate le strutture di Lucca, Pisa, Massa e anche la centrale operativa di Pistoia-Empoli in caso la situazione fosse precipitata
VIAREGGIO
La sessantenne che è ancora ricoverata all’ospedale Versilia «aveva il 46% di monossido di carbonio nel sangue», spiega Giuseppe Pepe, primario del Pronto soccorso, rientrato in servizio per l’emergenza. Pepe continua: «È come se il 50% dei globuli rossi della paziente fossero saturi di gas». La sindrome da intossicazione da monossido di carbonio - sottolinea Pepe - «è definita aspecifica. Può essere scambiata con il principio di un’influenza: mal di testa, dolori alle ossa, e tutto il resto». Ecco perché il gas è denominato «killer silenzioso».
Una volta scattato l’allarme dalla Centrale operativa del 118, tutto il personale si è mobilitato, pronto a gestire uno stato di maxi emergenza.
«Sono stati allertati», spiega Andrea Nicolini, direttore della Centrale operativa 118 Alta Toscana, «i reparti di Pronto soccorso del Versilia, di Lucca, di Massa e quello di Pisa per l’eventuale necessità di camera iperbarica».
Contemporaneamente - secondo la procedura messa a punto per le grandi emergenze, continua Nicolini - «abbiamo preallertato la Centrale operativa 118 di Pistoia-Empoli. Se fosse stato necessario sarebbero stati i colleghi a gestire la richiesta di ulteriori mezzi di soccorso, la ricerca di posti letto e tutta la macchina dei soccorsi che scatta in queste situazioni».
Un gran lavoro messo in piedi in poche ore dalla sanità versiliese, sottolinea con soddisfazione la Asl Toscana Nord Ovest. —
D.F.
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