Gioco
Fuori pericolo i quattordici intossicati. «Sarebbero potuti morire tutti»
Provvidenziale l’arrivo dei soccorsi chiamati dai familiari di una donna che accusava una crisi respiratoria
VIAREGGIO. «Potevano morire tutti», in quella palazzina di quattro piani alla Migliarina, via Monte Sumbra civico 34, invasa dal monossido di carbonio nel primo sabato sera davvero freddo di un autunno che sembrava voler continuare ad essere estate. Ad affermarlo è Giuseppe Pepe, primario del Pronto soccorso dell’ospedale Versilia, esperto a livello internazionale di questo tipo di intossicazioni e rientrato in servizio sabato sera al primo allarme arrivato dalla Centrale operativa del 118, diretta dal collega Andrea Nicolini.
Provvidenziale è stato lo strumento che il personale delle ambulanze porta addosso, parte dell’equipaggiamento obbligatorio, proprio per rilevare questo tipo di situazioni. Appena messo piede nel palazzo è scattato l’allarme che ha messo in moto tutta la macchina della massima allerta, gestita dal 118.
Ieri mattina, quando i primi inquilini intossicati iniziavano ad essere dimessi dall’ospedale, il conto finale dei pazienti gestiti in Pronto soccorso era di 14 persone. La più grave è una donna russa che proprio ieri ha compiuto 60 anni. Ha avuto necessità di essere trattata in camera iperbarica a Pisa, dove è arrivata in codice rosso. Ieri mattina è potuta tornare al Versilia, dove è ricoverata nel reparto di Medicina d’urgenza. È la donna che ha trascorso più tempo a casa, nella giornata di sabato. La stessa che ha anche accusato un malore, nel pomeriggio, tanto che è stata portata in Pronto soccorso.
Ma l’intossicazione da monossido di carbonio è un killer silenzioso, non lascia alcuna traccia fino a che non sferra il colpo finale. E la signora è stata rimandata a casa. Poi, però, è per lei che nella palazzina di via Monte Sumbra, quando ormai si era fatta ora di cena, sono arrivati i soccorritori inviati dalla Centrale operativa 118 per una segnalazione di crisi respiratoria. Anche la figlia di 41 anni è stata intossicata e curata al Versilia.
Hanno avuto bisogno della camera iperbarica a Pisa anche un uomo di 83 anni ed una donna di 74. E sono stati sottoposti agli esami del caso anche i soccorritori che sono stati esposti al monossido, ma non al punto da risultare intossicati. Cure in Pronto soccorso al Versilia anche per la donna di 40 anni il cui gatto - che vomitava senza sosta - l’ha costretta ad uscire per portarlo dal veterinario. Rientrata a casa ha trovato i vigili del fuoco ed il proprio appartamento indicato come uno dei quali il killer silenzioso si era accumulato in maggiore quantità.
Ieri mattina il peggio era passato per tutti, tranne per la sessantenne che ha trascorso il giorno del proprio compleanno in ospedale ma - per fortuna - viva. E non era assolutamente scontato che finisse così, per nessuno degli inquilini che hanno respirato il temibile gas, inodore, incolore, insapore ed altamente tossico. —
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