Il Tirreno

Versilia

EMERGENZA ABITATIVA 

Sfrattata dal Comune «Da qui non vado via»

L. B.
Sfrattata dal Comune «Da qui non vado via»

Notificata la prima ordinanza alle case parcheggio La signora Viviani: «Sono pronta a fare gesti eclatanti»

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PIETRASANTA

Il 13 dicembre dovrà lasciare la casa dove vive da 6 anni. «Mio figlio e io non ce ne andremo, a meno che il Comune non ci trovi una sistemazione. Sono pronta a fare gesti eclatanti. Non ho un lavoro fisso, non ho un tetto alternativo, non ho garanzie da dare: da qui, se le condizioni non cambiano, non mi muovo. Non mi posso muovere». Cinzia Viviani e il figlio abitano dalle parti delle case-parcheggio nel quartiere Accademia: alloggi pensati, dall’allora amministrazione Lombardi, per tamponare, per un breve periodo, le emergenze abitative più gravi.

«So bene che quando sono entrata fra queste mura mi avevano parlato di soluzione provvisoria: una casa, in poche parole, dove vivere un periodo definito – un anno – per poi lasciarla ad altri. Ma la sottoscritta e suo figlio non hanno alcun problema a lasciare e ad andare altrove, ma se non hai uno stipendio fisso, se lavori, com’è il mio caso, solo nei mesi estivi o se tuo figlio viene chiamato con contratti a chiamata, quali garanzie di solidità economica posso dare a chi, eventualmente, sarebbe disposto ad affittarmi un appartamento? Io del contributo per il canone di affitto del Comune non so che farmene, perché i proprietari delle case mi chiedono, come ho detto, precise garanzie. Mettiamola così: se il Comune fa da garante economico per la mia famiglia, consentendoci di trovare un altro alloggio in affitto, usciamo da qui. In caso contrario non ce ne andremo. Né il 13 dicembre né dopo. Intanto facciamo ricorso – aggiunge Viviani – il mio avvocato si è già attivato in tal senso, poi vedremo. L’assessore Elisa Bartoli dice che non si torna indietro e che il provvedimento riguarda tutte le famiglie – dodici – che abitano alle case-parcheggio? Vedremo: intanto la prima ordinanza di sfratto esecutiva è arrivata a noi: e meno male che dovevano tutelare i nuclei familiari in evidente stato di difficoltà. C’è chi, sempre qui alle cosiddette case-parcheggio, pur lavorando per una cooperativa legata al Comune, la notifica di sfratto ancora non l’ha ricevuta. E invece mio figlio ed io che un lavoro non ce lo abbiamo, che una casa dove eventualmente andare non possiamo neppure immaginarla, dovremmo lasciare queste mura fra poco meno di un mese. Non se ne parla proprio: lo ripeto, sono pronta a fare gesti eclatanti per tutelarci. Non è questo il modo di gestire una problematica, seria e drammatica, come quella dell’emergenza abitativa». – L. B.

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