Il Tirreno

Versilia

in regione il caso sollevato dal “Tirreno” 

Saltata terapia anti-dolore «Ecco perché il farmaco non era arrivato all’Asl»

M.T.
Saltata terapia anti-dolore «Ecco perché il farmaco non era arrivato all’Asl»

Così Marchetti (Forza Italia): «C’era un contenzioso sul Botox che peraltro la Regione ha vinto ma che ha bloccato le forniture  Si dovevano tutelare i pazienti»

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO

È arrivato fino in Regione il caso di Pierangela Marsili, la paziente viareggina che non ha potuto sottoporsi alla terapia contro la cefalea cronica perché il farmaco non era arrivato in ospedale a Prato. Il consigliere regionale Maurizio Marchetti (Forza Italia) si è interessato al caso e ha approfondito, in attesa di chiedere un ulteriore chiarimento alla Regione.

La vicenda riguarda la terapia anti-dolore a cui si sottopone da qualche tempo Pierangela Marsili. Chi soffre di cefalea cronica deve combattere con mal di testa feroci, a volte talmente forti da impedire di dormire. Esiste, tuttavia, una terapia a base di iniezioni di botulino che danno sollievo e che è riconosciuta dal sistema sanitario, che la fornisce a chi ne ha bisogno. Pierangela Marsili aveva una seduta in programma il 14 novembre scorso nella neurologia dell’ospedale di Prato, dove viene seguita, ma la seduta è saltata perché il farmaco Botox non era disponibile. La paziente, perciò, si è rivolta al Tirreno segnalando questo disagio.

Secondo quanto ricostruito dal consigliere Marchetti, sul Botox esiste un contenzioso aperto tra la Regione Toscana e l’azienda produttrice, perché la Regione ha deciso di avvalersi un altro farmaco equivalente e meno costoso. Il contenzioso, che peraltro è stato vinto dalla Regione al Consiglio di Stato, sembra aver causato uno stop alle forniture e quindi anche alle terapie.

«I pazienti andavano in qualche modo riprotetti – osserva Marchetti – dato che il contenzioso quanto meno per Estar (l’ente regionale che fa le gare d’appalto per le forniture in sanità, ndr) era cosa nota. Si doveva fare in modo che i piani terapeutici dei malati non venissero compromessi e non subissero battute d’arresto, magari con una soluzione-ponte nell’attesa che la matassa giudiziaria si sciogliesse. Come sempre tutto avviene nel nome di un risparmio in moneta che lascia indietro le persone come la signora Marsili, che non ha ricevuto il farmaco a lei spettante. Sto preparando un’interrogazione in Regione per capire quanti siano i casi come il suo e in che tempi verranno ripristinate le forniture». —

M.T.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca