Il Tirreno

Versilia

le vittime 

Albergatrice finita nella rete La collega: «Potevo essere io»

C.B.M.

La testimonianza  di un’imprenditrice di Lido: «Le banche non concedevano facilmente i prestiti e molti di noi hanno sofferto»

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Lido di camaiore

Tra gli imprenditori finiti nella rete dei malviventi c’è anche un’imprenditrice di Lido di Camaiore. L’albergatrice versiliese aveva la sua struttura a Lido di Camaiore. Era in difficoltà e aveva chiesto un prestito per rilanciarla, dividendo l’hotel dal ristorante. Si è indebitata e ha dovuto chiudere perché non riusciva a fare fronte alle richieste di chi l’aveva raggirata. L’ombra della malavita si allunga dunque anche sul nostro litorale. Proprio qui, soprattutto negli ultimi anni, ha trovato terreno fertile.

«Finire nelle mani degli usurai o di persone che se ne approfittano non è poi così difficile - ammette una collega dell’imprenditrice strozzata dai debiti - la situazione del turismo nel nostro territorio non è così rosea: in molti hanno dovuto fare debiti per riuscire a far fronte ai numerosi investimenti necessari».

Il problema sarebbe dunque molto diffuso: «C’è stato un periodo - racconta la donna che preferisce rimanere anonima - in cui tutto il comparto era in crisi: i clienti erano pochi e i lavori da fare e i conti da pagare rimanevano. Non parlo solamente degli investimenti per ammodernare le strutture, necessari per rimanere competitivi in un mercato sempre più esigente, ma anche spese obbligatorie come, per esempio, il rifacimento degli impianti elettrici, la messa a norma degli impianti anni incendio, e tutte quelle prescrizioni di legge che sono estremamente onerose».

E continua: «Non nascondo che anche personalmente me la sono vista brutta - ammette - le banche, almeno fino al biennio 2014/2015 erano restie a dare prestiti alle aziende: le garanzie da prestare erano alte».

Ma la situazione è un po’ cambiata: «Il comparto si è lentamente ripreso - spiega l’imprenditrice - i turisti, soprattutto negli ultimi due anni, hanno ricominciato a scegliere le nostre spiagge e tutti noi, parlo anche dei balneari e dei commercianti, abbiamo cominciato a tirare un po’ il fiato. Ma la crisi è stata molto lunga, molto più di quello che ci aspettassimo, e in tanti hanno sofferto. Nessuno vuole ammettere le proprie difficoltà ma ci sono state e sono state diffuse. Non dico che adesso siamo totalmente fuori dal periodo buio ma siamo sicuramente in ripresa e questo ha un minimo allontanato lo spettro degli “aiuti esterni” dalle nostre imprese».

Insomma essere un imprenditore del turismo è stata un’avventura nell’ultimo decennio e non suona strano a chi ha dovuto superare queste difficoltà, che qualcuno abbia deciso di affidarsi a usurai. —

C.B.M.

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