Il Tirreno

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IL PERSONAGGIO 

A 90 anni ancora alle prese con phon, rasoi e forbici

Roy Lepore
A 90 anni ancora alle prese con phon, rasoi e forbici

Giancarlo Garbocci è il decano dei barbieri viareggini con 80 anni di storia Ha ereditato la bottega da tre generazioni: «La tradizione finirà con me»

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Viareggio

Si dice che fare il lavoro che ci piace è come non lavorare un giorno. Un motto che calza a pennello a quello che, a buon titolo, può essere considerato il decano dei barbieri viareggini. Si chiama Giancarlo Garbocci e nel luglio scorso ha compiuto 90 anni. Ben portati.

Nonostante l’età lo trovate ancora a lavorare nella sua bottega di via Battisti, a due passi dal Comune, alle prese con rasoi, forbici e phon. Una professione che è una tradizione familiare: il bisnonno Carlo ha iniziato l’attività, poi ha continuato il nonno Tommaso che ha passato tutto al papà Sirio, il cui nome compare ancora oggi sulla vetrata del negozio. Sono 80 anni che Giancarlo lavora e non ha affatto voglia di smettere.

«Da quando sono rimasto vedovo, venire in negozio è anche un passatempo – dice – e poi questo è un mestiere che mi piace. Peccato che a Viareggio siamo rimasti pochi barbieri: oggi la maggior parte sono parrucchieri e non tagliano la barba. Per carità, il mestiere si è evoluto, ma io sono all’antica. Ai miei tempi si iniziava a lavorare la mattina anche alle 7,30 per chiudere alle 23 senza mai staccare. Avevamo anche degli abbonati giornalieri: la domenica per esempio facevamo solo la barba. Adesso quando sento qualcuno lamentarsi perché deve fare orario continuato in occasione di festività, rimango meravigliato. La mattina ci sono attività che fino alle 9-9,30 non aprono e poi si lamentano se gli affari non vanno bene».

Giancarlo ha iniziato a lavorare subito dopo le scuole in un negozio della Passeggiata. Poi è entrato al fianco del papà e del nonno in quella bottega di famiglia che si chiamava “Sirio”.

«La mia è una passione che non si è mai esaurita e che continua anche oggi - racconta - nonostante tanto tempo sia passato da quel primo taglio e da quella prima rasatura». Garbocci è un grande amante e un profondo conoscitore della lirica e delle opere, proprio come suo papà, che è stato anche maestro di musica e direttore della locale banda musicale.

«Da piccolo facevo parte del coro alla chiesa di Sant’Antonio dove ero anche chierichetto - dice - ho iniziato ad apprezzare la musica, contagiato anche dalla passione di mio padre. Anche i miei figli hanno fatto parte della banda. Poi hanno lasciato: uno è medico e uno professore di musica. Hanno preferito intraprendere un’altra via: a loro non interessava diventare barbiere. Mi dispiace che quando smetterò nessuno della famiglia porterà avanti questa tradizione secolo».

Sulla porta del suo negozio c’è un cartello con su scritto: “Si apre pressapoco alle 8,30 del mattino, nel pomeriggio tutto dipende dal grado di cottura”.

«Mi piace lavorare - ripete - non mi trema la mano, la passione fa il resto. Il negozio è la mia casa, ecco perché non so quando smetterò». —

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