Sicurezza
Via al processo d’appello per i due carabinieri
L’accusa per entrambi i militari è favoreggiamento, reato per il quale sono stati condannati dal tribunale di Lucca
camaiore
Verrà celebrata stamattina a Firenze l’udienza d’appello che vede coinvolti due carabinieri, già condannati in primo grado per favoreggiamento in un filone dell’inchiesta sul delitto Romanini di Camaiore. I due militari infatti erano già stati condannati in primo grado dal tribunale di Lucca ma la vicenda giudiziaria continua arrivando appunto al secondo grado di giudizio.
Il tribunale di Lucca ha inflitto tre anni all’ex comandante della stazione di Camaiore Ciro Ionta, ora in pensione, e 2 anni e 3 mesi al brigadiere Gianluca Martignetti. Ionta inoltre è stato riconosciuto colpevole anche di omessa denuncia, con sospensione dai pubblici uffici per 5 anni.
Era stato assolto, invece, sempre dall’accusa di favoreggiamento e omessa denuncia l’altro imputato Ennio Iardella, anche lui in pensione già all’epoca dei fatti.
I due militari invece sono stati riconosciuti in primo grado colpevoli di avere aiutato l’imprenditore camaiorese proprio nell’ambito delle indagini che venivano svolte sull’omicidio del cugino Stefano Romanini.
La vicenda riguardante i militari esplose nel giugno 2011, pochi mesi dopo l’assassinio di Stefano Romanini, avvenuto con un agguato sotto casa. I militari Ionta e Martignetti finirono agli arresti domiciliari su richiesta del pm Fabio Origlio. L’accusa era di aver nascosto alla polizia elementi preziosi per l’indagine sul delitto: in particolare, veniva contestato loro di non aver riferito agli inquirenti che Stefano Romanini era vittima degli usurai, e che nel 2010 la sua auto era stata presa a pistolettate. Particolari riferiti proprio da Roberto, cugino di Stefano. Che poi è finito nel mirino della Procura come presunto mandante dell’omicidio.
A difendere i due militari gli avvocati Giacomo Giardelli ed Eros Baldini.–
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