Il dolore
Omicidio stradale per la morte in scooter
La vittima stava andando al mare con la fidanzata L’imputato ha chiesto il giudizio abbreviato
vecchiano
È accusato di omicidio stradale. Non per contestazioni legate all’assunzione di sostanze stupefacenti o alcol. Gli esiti dei controlli furono negativi. È la violazione del codice della strada, alla base dell’incidente in cui morì un giovane di 29 anni, l’imputazione da cui deve difendersi Daniele Taddeucci, 31 anni, di San Giuliano Terme, titolare di un’azienda agricola. Era lui alla guida del trattore contro cui andò a schiantarsi la mattina del 13 agosto 2017, Nicola Fratoni, 29 anni, perito industriale di Vecchiano. Stava andando al mare con la sua fidanzata, Simona Trevisani, quasi coetanea, viareggina, all’epoca residente nel comune vecchianese, il giovane dipendente della Baglini ascensori di Migliarino.
La tragedia si consumò dietro una semicurva di via Traversagna. Taddeucci deve rispondere di omicidio stradale e lesioni stradali. Ieri mattina i suoi legali, Giulio Venturi e Carlo Cavalletti, hanno formalizzato al gip Donato D’Auria, la richiesta di rito abbreviato condizionato alla presentazione di una consulenza su dinamica dello schianto e velocità dei mezzi. L’udienza è stata rinviata a primavera. Nel processo non ci sarà la costituzione di parte civile dei familiari di Fratoni assistiti dall’avvocato Nicola Tamburini.
L’assicurazione ha risarcito la famiglia che esce dal procedimento penale e chiude ogni pendenza con la controparte a livello civilistico.
Era una domenica mattina a ridosso del Ferragosto. Stefano e Simona stavano andando al mare con la borsa frigo per rimanere anche a pranzo. L’impatto improvviso avvenne lungo la via Traversagna nella zona industriale fatta di incroci e strade interne. Lo scooter guidata da Fratoni si trovò davanti il trattore di Taddeucci. Una presenza improvvisa che non permise al 29enne di evitare quell’ostacolo dalla conseguenze mortali. Alla municipale disse di non aver potuto fare niente per evitare lo scontro e che non aveva visto arrivare lo scooter di Fratoni dalla curva. Insomma, non avrebbe avuto il tempo di fare marcia indietro o una manovra che potesse evitare lo schianto.
Il primo a cercare di prestare soccorso alla coppia fu proprio Taddeucci che usciva da una proprietà agricola e da un accesso sterrato. Stefano aveva perso conoscenza.
La fidanzata, con diverse fratture, chiedeva come stava il suo compagno. Era morto sul colpo, ma non glielo dissero subito. Ora il processo per fare chiarezza sulle eventuali responsabilità di Taddeucci nell’incidente mortale. —
PIETRO BARGHIGIANI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google