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Viareggio, asfalto devastato dalle radici dei pini. Ma il rimedio è ridurre il limite di velocità
Dal viale Einaudi a largo Risorgimento fino alla Darsena sono decine le strade impraticabili: ma si fa poco o niente per risolvere il problema
VIAREGGIO. Gli ultimi cartelli stradali in ordine di tempo sono comparsi giusto pochi giorni fa in piazza Dante, proprio all’altezza dell’ingresso della stazione ferroviaria. Anche se qui la strada non è ancora deformata come in altre parti della città, il lento ma inesorabile lavoro delle radici degli alberi (quasi sempre pini) ha cominciato a sgretolare l’asfalto e a creare avvallamenti pericolosi soprattutto per biciclette e motorini. Ma anche qui – come nella stragrande degli altri casi – l’unica “soluzione” trovata è stata quella di segnalare con i cartelli stradali le radici sporgenti e abbattere il limite di velocità a 30 chilometri orari. Della serie: noi vi diciamo che qui c’è un pericolo e vi invitiamo ad andare a passo di lumaca. Un modo tutto italiano per scaricare eventuali responsabilità (anche assicurative) in caso di incidenti. Ma una soluzione al problema – destinato inevitabilmente a peggiorare con il passare dei mesi – non si intravede.
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Se questo è solo l’ultimo caso in ordine di tempo, di esempi “storici” di asfalto devastato dalle radici dei pini è piena la città. E non soltanto in strade secondarie dove il flusso del traffico non è particolarmente importante e dunque il problema può sembrare meno urgente (è il caso ad esempio del reticolo di vie che si trovano nella zona del Campo d’Aviazione più vicino alla via Comparini o di buona parte delle traverse di via Don Bosco al Marco Polo).
Uno dei punti storici dove il problema esiste da lunghissimo tempo, ad esempio, è quello di via Einaudi, ovvero la principale strada che unisce l’uscita dell’autostrada ai viali a mare. Chi la percorre da mare a monti non può infatti non vedere come la carreggiata sia stata pericolosamente ristretta (specie per le bici) nel tratto fra la via Maroncelli e l’Aurelia. Un provvedimento che con ogni probabilità doveva essere provvisorio, ma che in realtà è diventato ormai definitivo.
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Un’altra zona ad altissima intensità di traffico che vive lo stesso problema è quella di Largo Risorgimento, lungo il tracciato della vecchia Aurelia. Chi la percorre tutte le mattine (e sono ancora in tanti, anche se l’apertura della nuova rotonda ha un po’ ridotto i flussi) non può fare a meno di avventurarsi in pericolose gimkane per schivare le radici che hanno letteralmente distrutto il manto stradale. Anche qui l’unica soluzione adottata è stata quella di restringere la carreggiata, col rischio di provocare incidenti a causa delle improvvise strettoie che moltiplicano il rischio di collisioni fra veicoli.
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Il problema diventa addirittura decennale se ci si sposta in Darsena. Due i casi più eclatanti: il tratto urbano del viale dei Tigli (da via Virgilio a via Coppino) e il primo tratto della via Virgilio (dalla via dei Pescatori alla via Menini). Qui gli avvallamenti provocati dalle radici dei pini sono così grandi profondi da aver dato vita a veri e propri crateri nell’asfalto. E non è davvero una esagerazione dire che questi due tratti di strada assomigliano più ad una pista di motocross che ad una strada da cui passano ogni giorno migliaia di auto, moto e scooter. A queste due strade devastate “di lungo corso” si aggiungono poi altre vie in cui il problema delle radici affiorate è più recente. Come ad esempio la via Menini (anche qui limite di velocità bruscamente abbassato a 30 chilometri orari) o la via Trento di fianco all’asilo nido (dove il limite è già basso perché rientra nella “zona 30”). O lungo le strade che costeggiano la piazzetta Viani, di fronte alla Capitaneria di porto.
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Di fronte ai tanti casi ancora da risolvere, ad onor del vero qualche cosa il Comune ha fatto. Basti pensare – per restare a quelli più recenti – all’intervento lungo la via Pinciana di fianco al vecchio cavalcavia. O nel tratto di via Virgilio a monte della via Menini. Ma anche dove in passato si è intervenuti, la situazione è migliorata solo per un periodo relativamente breve. Nel tratto di via Fratti che costeggia la Pineta da via Udine a via Zara, ad esempio, l’asfalto completamente rifatto alcuni anni fa presenta di nuovo pericolosi avvallamenti sempre provocati dalla radici dei pini. E così anche qui da qualche tempo sono spuntati i cartelli che segnalano il pericolo e limitano la velocità… —
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