Gioco
Tassa di soggiorno anche a Forte. Da 1 a 4 euro a notte per turista
Il Comune vuole applicarla già dal 2019: la pagheranno anche le ville affittate. L’assessore Mazzoni: «Scelta inevitabile». Ma gli albergatori sono già in lotta
FORTE DEI MARMI. Da uno a quattro euro a notte per persona, a seconda delle stelle dell’albergo. Un euro e mezzo per i clienti di Residenze turistico-alberghiere, B&B, affittacamere e ville affittate ad uso turistico. Saranno questi gli importi della tassa di soggiorno che anche Forte dei Marmi intende applicare ai suoi frequentatori, per racimolare dai 450 ai 600 mila euro annui. Per ora se ne discute e si ipotizza una sua imposizione definitiva a partire dal 2020, ma nessuno può escludere che, alla fin fine, l’Amministrazione Murzi opti per applicare già l’anno prossimo l’imposta, vincendo la resistenza degli albergatori.
La scelta del comune.
«Abbiamo incontrato la delegazione della categoria – ha spiegato ieri l’assessore alle finanze Andrea Mazzoni - e per quanto l’incontro sia stato cordiale sono emersi diversi problemi, da quelli di carattere burocratico amministrativo (ogni albergatore diventa di fatto sostituto d’imposta che deve riscuotere e poi versare al Comune con i rischi legali che ne derivano, ndr), a quelli di opportunità, come l’incidenza delle attuali tassazioni sul settore alberghiero giudicate insostenibili, il tutto mentre diventano difficili da colpire e tassare le attività collaterali». A questa obiezione, dal Municipio del Forte, sottolineano come a Firenze, ad esempio, il Comune abbia trovato un accordo anche con Booking e con Airbnb, che a loro volta applicheranno la tassa di soggiorno fiorentina anche a chi sceglie soluzioni di alloggio differenti. «Ed anche noi – continua Mazzoni– sicuramente cercheremo un accordo simile. D’altro canto non possiamo continuare ad essere tra i pochissimi che non applicano la tassa di soggiorno. Quei soldi sono indispensabili per implementare nuovi servizi turistici in paese e posso già garantire che la volontà dell’amministrazione cittadina è quella di concertare con le categorie come verrà speso il ricavato. La questione economica, anche in questo delicato e fondamentale settore dell’economia cittadina, – continua l’assessore alle Finanze – è ben nota: ci mancano risorse dalla gestione corrente, perché Forte dei Marmi versa metà dei propri introiti Imu al fondo di solidarietà intercomunale per i comuni con problemi di bilancio e anche quest’anno cinque milioni e mezzo di euro, se ne sono andati via in questo modo. E sono tanti. Unica strada, dunque, se vogliamo organizzare eventi, destagionalizzare, proporre iniziative e mostre è solo questa».
Obiettivo 2019. Allora quando si parte? Di sicuro nel 2020, ma forse anche l’anno prossimo. «La volontà della Giunta è di andare avanti – continua Mazzoni – anche se per il 2019 dobbiamo ancora vedere, viste le motivazioni degli albergatori che dicono di aver già sottoscritto i contratti per le prenotazioni per la prossima stagione. Quindi potrebbe debuttare nel 2020. Comunque dei tempi di applicazione ne discuteremo a fine mese con le categorie, coinvolgendo anche gli agenti immobiliari». E che importi saranno? «Ci riferiremo sicuramente alle cifre dei comuni della zona, ad esempio a Pietrasanta, per armonizzarne l’applicazione in sede versiliese».
Albergatori contrari . «Forte dei Marmi rischia di partire tardi e male su questo tema. Pochi mesi fa – replica battagliero il presidente degli albergatori Paolo Corchia – è stato lo stesso Ministro del turismo Gian Marco Centinaio, davanti alla giunta di Federalberghi a dirci chiaramente che intende abolire presto questa imposta di soggiorno, mettendo in moto una riforma, quella dei codici identificativi delle attività turistiche che offrirà ai comuni l’opportunità di riscuotere, finalmente, anche da chi continua a fare ospitalità turistica in modo professionale e non ha mai pagato un soldo di tasse e di imposte all’erario. Ecco perché dobbiamo essere cauti qui a Forte dei Marmi, su questa applicazione al volo dell’imposta a pochi mesi dal via della stagione 2019 – continua Corchia – che peraltro ci danneggerebbe visti i contratti già sottoscritti per la prossima estate». Muro contro muro, allora? «No, ma vogliamo far capire a tutti che la nostra contrarietà nasce dal fatto che non possono essere solo i pochi alberghi rimasti a farsi carico di tutto, ma ci deve essere una tassa di scopo a cui contribuiscono tutti coloro che fanno ospitalità turistica sotto gli otto giorni, e sono tanti anche al Forte e in Versilia, senza codici né oneri. In ogni caso – conclude il presidente di Federalberghi Toscana – chiediamo fin d’ora che siano gli albergatori a gestirla, come fin qui abbiamo gestito di tasca nostra la promozione, perché non vogliamo davvero che quei soldi finiscano per sanare i bilanci di qualche carrozzone». —
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