Il Tirreno

Versilia

Il preside Isoppo «Per tornare al Colombo almeno due anni»

Cesare Bonifazi
Il preside Isoppo «Per tornare al Colombo almeno due anni»

Verrà riscritto l’orario scolastico per concentrare le ore di laboratorio e non creare disagi agli studenti

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Viareggio

Ci è voluta pazienza, tanta pazienza, per arrivare ad avere delle risposte, dei tempi certi sul destino dell’Alberghiero, fino ad oggi costretto all’interno dell’ex Collegio Colombo cadente. E ne servirà ancora perché i lavori saranno profondi e non basterà una mano di stucco per mettere in sicurezza quell’edificio che risale ai primi anni trenta del secolo scorso. Ne servirà ancora di più perché per rientrare a fare lezione nel plesso saranno necessari un paio di anni. Questo sarebbero i tempi che si aspetta il preside dell’Alberghiero Lorenzo Isoppo, in base alle rassicurazioni avute da Palazzo Ducale. Finora docenti, insegnanti e personale scolastico avevano dovuto ingoiare il boccone amaro di crolli, intonaci deteriorati, allagamenti, controsoffitti marci e altri disagi che praticamente quotidianamente si verificavano all’interno del plesso.



Nel vertice tra Provincia, tecnici, Comune e dirigenza scolastica avvenuto venerdì , si è arrivati a un punto: una decina di classi rimarranno all’interno del Marconi, sei verranno trasferite al Piaggia e solo due, con i dovuti accorgimenti, rimarranno nella vecchia scuola. Per realizzare tutto questo saranno necessari piccoli accorgimenti: dovranno essere adeguati degli archivi e trasformati in aule. Si tratta per lo più di lavori superficiali e provvisori. Per quanto riguarda invece i laboratori e le cucine, verrà tutto trasferito nello stabile del Fienile al Varignano.

«Questo ci costringerà - spiega Isoppo - a un radicale cambiamento di orario: dovremo concentrare le ore di laboratorio delle singole classi tutti in una giornata in modo da creare meno disagi possibili. I ragazzi potranno tranquillamente andare con i mezzi pubblici o con quelli privati direttamente al Varignano senza dover tornare in Darsena per fare altre lezioni. La soluzione che ci hanno prospettata mi sembra piuttosto buona: in fondo, rispetto al termine che ci era stato prospettato (fine novembre, ndr) c’è stato solo uno slittamento si appena tre settimane».

E anche la preside del Piaggia, Maria Rosaria Mencacci, non ha opposto resistenza all’accoglienza degli studenti del Marconi. I ragazzi vivranno dunque queste novità a partire da gennaio, quando ritorneranno dalle vacanze di Natale durante le quali avverrà il trasloco.



Sgomberare completamente l’ex Collegio Colombo il prima possibile è stata una scelta dettata dalla doppia esigenza di non creare alcun pericolo agli studenti e di iniziare quanto prima i primi lavori di messa in sicurezza dell’edificio. Ovviamente i tempi saranno piuttosto lunghi. Da oggi a un anno, è questa la rassicurazione ricevuta dal preside da parte dei tecnici della Provincia, dovrebbe essere pronta la struttura dei laboratori e delle cucine. Sarà un immobile su un unico piano di circa 1000 metri quadrati con una grande veranda. All’interno sono previste sale da pranzo, spazi per gli spogliatoi, sala bar, servizi igienici e una cucina modello Masterchef da 150 metri quadrati con diverse postazioni per gli studenti. Una struttura che potrebbe essere utilizzata anche per eventi enogastronomici o corsi di formazione. Mancano ancora dei permessi e le autorizzazioni necessarie che dovrebbero arrivare, tempi della burocrazia permettendo, nei prossimi mesi. Per la costruzione vera e propria dovrebbero bastare dai sei agli otto mesi. Mentre per mettere mano al plesso scolastico ci vorrà un po’ di più: i lavori non sono da poco. La Provincia ha al momento 2,5 milioni di euro che saranno destinati proprio a questo. Il timore è che nel corso dei cantieri questa cifra possa lievitare, allungando in maniera indefinita la consegna.

Ma Provincia e dirigenza sono allineati su una linea positiva: «Non abbiamo fretta - dice Isoppo - abbiamo fatto il calcolo che i cantieri potrebbero non essere finiti prima di due anni. Questo ci permetterebbe di rientrare a fine 2020 o nei primi mesi del 2021. Nel frattempo faremo del nostro meglio per garantire la didattica che abbiamo sempre offerto ai nostri studenti. Sono felice che la Provincia abbia messo in piedi un progetto che punta in alto: hanno pensato in grande e questo è il sintomo che hanno capito l’importanza della nostra scuola». —



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