Sicurezza
Il centrodestra attacca: «Edificio mai condonato i lavori sono abusivi»
seravezzaVenti edifici mai finiti di condonare, tra cui la scuola di Ripa, su cui adesso il Comune di Seravezza farà interventi edilizi. A renderlo noto sono i consiglieri comunali di centrodestra di...
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Venti edifici mai finiti di condonare, tra cui la scuola di Ripa, su cui adesso il Comune di Seravezza farà interventi edilizi. A renderlo noto sono i consiglieri comunali di centrodestra di Seravezza, Elena Luisi e Riccardo Cavirani, secondo cui la scuola non sarebbe in regola con il condono del’85 e «pertanto, così come dovrebbe accadere per una struttura di proprietà privata, non potrebbe essere interessato da ulteriori ampliamenti o mutazioni strutturali. Almeno fin tanto che la situazione dell’immobile non venga sanata». L’amministrazione ha invece annunciato lavori di ampliamento, ovvero la costruzione di aule prefabbricate, per ospitare ulteriori attività didattiche.
«Se da un lato possiamo comprendere l’urgenza, dall’altro lato un trattamento diverso tra soggetto pubblico e privato da parte di queste amministrazioni di sinistra è evidente – dicono i consiglieri –. Sostenere che il Comune sia un Comune virtuoso è mistificare la realtà. Ultima perla amministrativa, ma solo in ordine di tempo, è la mancata chiusura burocratica con emissione di concessione in sanatoria, di più di 20 condoni edilizi, pendenti dal 1985. E fin qui, direte, niente di particolare, molti comuni hanno questa criticità. A Seravezza, tutti questi condoni, riguardano edifici di proprietà comunale».
Il Comune di Seravezza, secondo i consiglieri «ha costruito o modificato abusivamente i propri edifici poi, però, in un momento di pentimento legale, si è autodenunciato come vuole la legge del 28 febbraio 1985, aprendo ben più di 20 pratiche di condono regolarmente presentate a se stesso e con altrettante prime trance di versamenti fatti. Come può il proprietario dell’immobile, ossia il Comune, eseguire lavori di ampliamento su un immobile, senza che lo stesso in oggetto, abbia la conformità edilizia richiesta per legge? La nostra maggiore preoccupazione è il timore di veder sfumare, per evidente contrasto con le normative vigenti, l’eventuale ampliamento di spazi, previsto nel plesso». —
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