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Compra due pagine intere di giornale per chiedere alla ex compagna di sposarlo

Melania Carnevali
Alex Mattei
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Alex Mattei

Il gesto di Alessandro Mattei, presidente del Consorzio mercatino di Forte: «La mia vita senza di lei non ha senso» 

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Sapeva che chiederle di sposarlo alla vecchia maniera non sarebbe bastato. Non sarebbero bastate rose, biglietti, anelli allungati in ginocchio sull’asfalto fino a far venire i crampi. Sapeva che tanto era stato grosso il suo errore – quello di trascurarla prima e lasciarla dopo – che altrettanto grosso, folle e plateale doveva essere il suo gesto per chiederle scusa. Anche al costo di finire sulla bocca di tutti, di passare alla storia locale come l’uomo da cronaca rosa, di «diventare – dice lui – lo zimbello del paese». Così Alessandro Mattei, ambulante spezzino di 45 anni, presidente del Consorzio mercatino da Forte dei Marmi, ha comprato due pagine intere di giornale (una sul Tirreno di Viareggio e l’altra sul Secolo XIX di La Spezia) per chiedere alla sua ex compagna (di Pietrasanta) di sposarlo. «Sono l’uomo più stupido del mondo – ha fatto scrivere nelle pagine –. Ho messo il lavoro davanti a te ma ho capito che la mia vita senza te non ha senso. Quindi te lo chiedo pubblicamente: Cinzia (Monica) mio vuoi sposare? ». Firmato: Alex Mattei, il Pallone gonfiato, cioè come lei chiamava lui, per scherzo. Lui invece, sempre per scherzare, chiamava lei Monica anche se si chiama Cinzia. «Un mio amico si sbagliava sempre, così per prenderla in giro anche io la chiamavo Monica».

Alessandro e Cinzia si sono conosciuti nel 2015 a una fiera a Chiavari. Lui aveva un banco, lei lavorava per un ambulante. Si presentano, si parlano e finisce lì. Passano i mesi e scoppia la scintilla. Una cena a casa con il pavimento ricoperto di petali di rose e la storia d’amore inizia. Un corteggiamento di altri tempi che poi rimane vittima del disincanto moderno. «Ero sempre a lavoro, non le dedicavo mai tempo», racconta a Il Tirreno Mattei. «All’inizio, come tutte le storie d’amore, la relazione funzionava alla grande. Poi ho iniziato a trascurarla. Mi ero troppo concentrato sul lavoro e non capivo che nella vita c’è molto altro di importante». C’era lei, ad esempio. «E invece ad agosto, l’ho lasciata. Non funzionava più, non ci vedevamo mai, non stavamo bene».

Continuano a sentirsi per settimane, perché tre anni di vita non si dimenticano in un battito d’ali. «Poi, quando lei si è allontanata, ho iniziato a sentire il vuoto. Andavo a letto con lo stomaco chiuso e mi svegliavo con l’ansia». E ha capito: la ama, l’ha sempre amata e la ama ancora, la amerà sempre – se glielo permetterà – perché non c’è altra donna che può amare così, perché se una metà c’è davvero allora è lei e nessun’altra.

Allora ha contatto la società che si occupa delle pubblicità per i due quotidiani e ha chiesto di comprare due pagine intere. Usciranno oggi. Perché oggi? Perché la incontrerà. O almeno spera di incontrarla. Le ha chiesto un appuntamento al benzinaio all’uscita dell’autostrada del casello Versilia. E perché proprio lì? Perché lì le ha dato il suo primo regalo di Natale, tre anni fa (un iPhone e un cuscino). Un incontro lampo di dieci minuti all’inizio di una storia ancora tutta da vivere. Lui quindi oggi tornerà lì. Avrà il Tirreno in mano, un anello in tasca. E le chiederà di vivere tutta quella vita, insieme. —

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