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Versilia

la sentenza 

Sorpreso dalle telecamere a rubare piante di limone al ristorante, condannato

viareggioSi avvicina al ristorante con il furgone, si ferma, apre il portellone, prende, una ad una, quattro piante di limone (di proprietà di un ristorante), le carica dentro e fugge via. Peccato,...

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Si avvicina al ristorante con il furgone, si ferma, apre il portellone, prende, una ad una, quattro piante di limone (di proprietà di un ristorante), le carica dentro e fugge via. Peccato, però, che le telecamere di videosorveglianza del Comune abbiano ripreso tutto. Per questo un cinquantenne è stato condannato sia in primo grado sia in secondo e adesso anche dalla Cassazione, che ha confermato la pena a quattro mesi di reclusione e 150 euro di multa per furto aggravato «dalla esposizione alla pubblica fede di quattro piantine di limone». La corte d’appello di Firenze aveva parzialmente riformato la sentenza del tribunale di Lucca con la quale l’uomo era stato condannato a sei mesi di reclusione e 200 euro di multa.

I fatti risalgono al 2009. «Il titolare dei ristorante “Il Matuffo” di Viareggio – ricostruisce la Corte suprema – si accorgeva dell’asportazione di quattro vasi di coccio contenenti piante di limoni tenute sulla strada fuori dal locale. La visione delle immagini delle videocamere apposte dal comune per ragioni di sicurezza consentiva di accertare che la sera precedente un individuo, giunto a bordo di un furgone, si era impossessato delle piante caricandole sul mezzo. Il furgone era risultato di proprietà dell’imputato, il quale prontamente individuato, indicava il luogo in cui si trovavano i beni».

Secondo la Cassazione «la decisione di merito è peraltro allineata con i principi che questa Corte ha formulato con riferimento alla aggravante della esposizione alla pubblica fede: essa ricorre anche allorché l’area in cui i beni si trovano sia recintata, nel caso in cui, per la particolare modalità di accesso, essa risulti priva di vigilanza continua o anche quando la cosa si trovi in luogo privato, ma aperto al pubblico o comunque facilmente accessibile». Quindi è ritenuta giusta l’aggravante. —

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