Gioco
Sono oltre 3.500 le famiglie versiliesi che non pagano le bollette dell’acqua
I più virtuosi gli abitanti di Massarosa, i meno quelli di Stazzema. Ma il dato è in diminuzione rispetto all’anno scorso
Sono circa 3.500 le famiglie versiliesi che non hanno pagato la bolletta dell’acqua. Si parla di un incasso mancato di circa 1 milione e 712mila euro totali aggiornati a ottobre 2017 ma che si riferiscono alle fatture emesse nell’anno 2016. Il dato quindi non si riferisce semplicemente alle bollette non pagate ma a quelle che risultano insolute nei 24 mesi. Quindi il dato del 2018 si riferisce non all’anno in corso ma a due anni prima. Si parla di utenze domestiche, i comuni cittadini.
I DATI
Parlando in termini assoluti, il comune versiliese con più morosità è Viareggio con circa 810mila euro di bollette non pagate, all’ultimo posto Stazzema con appena 11mila euro circa di fatture non riscosse. Nel mezzo ci stanno gli altri cinque comuni: il secondo posto spetta a Camaiore con 301mila euro di morosità, da Pietrasanta invece devono ancora essere riscossi 273mila euro circa di bollette, segue Forte dei Marmi con 151mila euro, Massarosa con 99mila euro e Seravezza con 66mila euro. In generale Gaia ha riscontrato un graduale rientro delle fatture emesse rispetto all’anno precedente. Se la media versiliese è dello 0,17% in meno di insoluto, esistono all’interno alcune eccezioni: Camaiore ha aumentato la percentuale di morosità dello 0,46% mentre Pietrasanta addirittura dello 0,54%. I casi positivi? I cittadini di Massarosa, che hanno diminuito il “debito” con Gaia dello 0,82% rispetto all’anno scorso. Seguono i viareggini con una percentuale di rientro è salita dello 0,64% rispetto al 2017. Gli utenti totali che non pagano le bollette nei sette comuni della Versilia, come detto, sono 3506. Se il numero assoluto più alto di cattivi pagatori va a Viareggio con 1448 morosi, il primato in percentuale sulla popolazione va agli stazzemesi: il 5,8% dei cittadini non ha pagato la doccia.
RISULTATI POSITIVI
il sensibile miglioramento nel recupero della morosità dal 2017 dipende da un maggiore impegno della società nel rafforzare e rendere più efficace la comunicazione con l’utenza. Gaia, secondo i dati della società, ha ridotto la morosità analizzando i punti critici esistenti nell’informazione all’utente finale, cercando di capire in quale passaggio l’utente “perdeva”, “dimenticava” o “non conosceva” le informazioni riguardanti la sua bolletta, provando a colmare queste mancanze. Sono infatti state pubblicizzate le agevolazioni riservate alle utenze deboli e il cosiddetto “Fondo Utenze Disagiate” è stato allargato ad altre categorie di utenti. Inoltre è stato raddoppiato il numero di notifiche via sms all’utenza. L’utente oggi riceve due sms sul telefonino: uno vicino alla scadenza della bolletta; l’altro dopo la scadenza della bolletta, qualora il sistema non abbia ancora registrato il pagamento, per sollecitare il saldo. Infine è stato ravvicinato il tempo tra la scadenza della bolletta e il primo sollecito via raccomandata con ricevuta di ritorno. Dopo un ulteriore periodo di mancato pagamento viene inviata un’altra raccomandata con ricevuta di ritorno e se necessario sono anche previsti dei solleciti telefonici.
Gaia ha assistito a un aumento delle cosiddette “domiciliazioni bancarie”: il 30% delle utenze ha l’addebito automatico della bolletta sul conto corrente bancario (dato del 30 giugno 2018, 1,74% del dato del 31 dicembre 2017). —
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