Lutto
Sempre più lupi sulle Apuane e sempre più vicini alle case
Sono saliti a cinque i branchi nel Parco, ululati e avvistamenti a Terrinca e Levigliani L’esperta: «Non c’è nulla di pericoloso ma evitate di lasciare cibo intorno alle case»
SERAVEZZA. Sentire un ululato dalla finestra di casa, da Levigliani o da Terrinca, non è più raro. E qualcuno il lupo se lo è perfino trovato davanti, mentre percorreva un sentiero del Cai. Questa specie è infatti ormai parte integrante della fauna delle Apuane, in particolare dell’area protetta, con ben cinque branchi stabili. Ma si sposta anche di tanti chilometri e nei paesini dell’Alta Versilia. I residenti si stanno così abituando a conviverci. Due anni fa il Tirreno raccontò dei primi avvistamenti ad Arni: un lupo era stato filmato mentre cauto attraversava la strada provinciale a pochi passi da un’auto in movimento. Oggi ci sono altre testimonianze che confermano la sua presenza nelle frazioni più basse, fino a Retignano.
Gli ultimi avvistamenti e ululati riguardano però Terrinca e Levigliani. «Era buio, dopocena - racconta Debora Boccelli - ero andata a controllare con la mia amica l’essiccatoio a Pian di Lago. Sono scesa e sono subito risalita in macchina dalla paura, perché ho sentito gli ululati abbastanza vicini. Più di uno, si chiamavano l’uno con l’altro. Sono tornata a casa e ho mandato mio marito a verificare il fuoco».
Pian di Lago è una località che si trova fra Terrinca e passo Croce ai piedi del monte Corchia. «A conferma di quanto ho sentito – prosegue Debora - ho saputo che la stessa sera i lupi sono stati proprio visti in località Le Piane a Levigliani».
Anche da questa frazione in più di un residente ha udito gli ululati. Ma ci sono evidenze pure se scendiamo più a valle, a Retignano. «Diversi mesi fa è successo anche da noi – racconta una ragazza - abbiamo trovato gli escrementi fuori dal cancello. Abbiamo avuto conferma che fosse di lupo. Nel solito periodo sentivamo gli ululati».
Questi comportamenti e spostamenti anche fuori dal Parco e in lungo e largo per il comune di Stazzema però sono la normalità, e non c’è da allarmarsi. Lo spiega l’esperta del Parco delle Apuane Paola Fazzi che da tanto si occupa del monitoraggio del lupo sulle nostre montagne. «Voci e segnalazioni di avvistamenti o ululati sono arrivate anche a noi – spiega la biologa Fazzi - non abbiamo però video o riprese o dati nostri di presenze così vicine alle frazioni. Ma non c’è niente di strano: Levigliani, Pruno e altri paesi sono all’interno della montagna, incastonati in mezzo al bosco, e il lupo non conosce i confini amministrativi del Parco. La zona boscata con presenza di prede è un 'area idonea a questa specie».
La presenza omogenea del lupo nel Parco amplifica questo fenomeno. La prescrizione più importante è quella di «gestire bene i residui delle case e non lasciare fondi con cibo altrimenti può succedere che gli animali vadano più facilmente intorno alle case - spiega l'esperta del Parco - non deve essere assolutamente fatta questa cosa. Non c’è niente di pericoloso, perché il lupo non lo è per l’uomo, ma non si deve creare un’associazione fra cibo facile e vicino all’uomo, perché il lupo può perdere la sua caratteristica di animale selvaggio».
Infine c’è da sapere che il lupo – come spiega ancora la biologa - occupa un territorio medio di 100 chilometri quadrati, un’area molto ampia. Perciò sentirli o avvistarli in una zona non significa che si siano stanziati lì, perché il giorno dopo può trovarsi a diversi chilometri di distanza.
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