Il Tirreno

Versilia

Pignorati i conti dell'agenzia dopo i viaggi saltati, il titolare: "Chiedo scusa"

Claudio Vecoli
Pignorati i conti dell'agenzia dopo i viaggi saltati, il titolare: "Chiedo scusa"

All’Euritalia pignorati mobili, attrezzatura e conti correnti. Barozzi: «Chiedo scusa, affronterò le mie responsabilità»

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VIAREGGIO. L’ufficiale giudiziario si è presentato al numero 140 di via Verdi - sede dell’agenzia di viaggio Euritalia di Massimo Barozzi - nella mattina di martedì. In mano l’ingiunzione di pagamento per 9.740 euro disposta dal Tribunale di Lucca in seguito all’istanza avanzata nei giorni scorsi dall’avvocato Laura Crucianelli dopo il caso dei due sposi di Viareggio che il 1° novembre non sono riusciti a partire per la luna di miele alle Mauritius a causa dell’improvviso annullamento del viaggio e perdendo gran parte dei 12mila euro che amici e parenti avevano versato sulla lista di nozze aperta proprio all’agenzia. E in virtù di quel decreto ingiuntivo sono stati bloccati i due conti correnti riconducibili all’agenzia di viaggio e sono stati pignorati mobilio e attrezzatura presenti nell’ufficio: scrivanie, mobili, sedie, computer, monitor (per i quali è stato nominato custode giudiziale proprio Massimo Barozzi). «Una azione legale in sede civile - spiega l’avvocato Crucianelli - alla quale ne seguirà una seconda in sede penale».

Inutile dire che le disavventure dell’Euritalia stanno suscitando grande clamore in città - quello del viaggio di nozze non è l’unico caso - proprio perché l’agenzia di viaggi finita nel ciclone è una delle più note e più accreditate della città.

E il titolare Massimo Barozzi - conosciutissimo anche per la sua attività sportiva nel Cgc - è noto a tutti come una persona seria e preparata. Insomma, non stiamo parlando di una agenzia improvvisata in mano ad avventurieri, ma di una azienda fino ad ora sana e stimata. «Quanto sta accadendo alla mia agenzia, in cui lavoro da oltre 30 anni e di cui sono titolare da 8 - spiega Barozzi - mi addolora molto per il terribile disagio creato ai miei clienti, soprattutto per avere tradito la fiducia da loro in me riposta. Capisco perfettamente che non è giustificazione plausibile parlare di crisi, di errori di gestione, di insoluti a mia volta subiti. Vorrei puntualizzare che ho investito tutti i beni personali nell'azienda nella convinzione (o nella speranza) di poter continuare l'attività che è stata finora la mia vita, ma alla fine mi sono dovuto arrendere ad una situazione divenuta insostenibile. Chiedo nuovamente scusa e sono pronto ad affrontare le mie responsabilità». 
 

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