Sicurezza
Da Gramsci a Marco Pantani il teatro come narrazione
Cristicchi, Covatta e Saccomanno tra i protagonisti del cartellone proposto da Elisabetta Salvatori che promette emozioni, risate e racconti coinvolgenti
SERAVEZZA
Un puzzle di spettacoli. Un teatro di narrazione – come oramai è quello delle Scuderie Granducali – semplice, ma denso di significati. Così lo ha definito Elisabetta Salvatori, da anni direttore artistico della stagione di prosa della Fonazione Terre Medicee. Che ha portato anche quest’anno tanti professionisti del palcoscenico a Seravezza. Fra cui il ritorno di Simone Cristicchi, Giobbe Covatta e Davide Enia. Dieci spettacoli che intrecciano temi come il sacro, la follia, la felicità e il divertimento. Ma anche il potere dei ricordi e dei legami familiari. Le vite esaltanti e dolorose di Antonio Gramsci e del ciclista Marco Pantani.
Si parte il 20 dicembre con Elisabetta Salvatori, accompagnata da Matteo Ceramelli al violino, che leggerà il racconto-preghiera sulla Madonna del Sole. Dieci appuntamenti per ridere, commuoversi e riflettere. Un teatro che ti fa immergere in un limbo che sfugge alla frenesia e alla freddezza della tecnologia e dei ritmi del nostro tempo, per riconnettere lo spettatore con sé stesso e con le proprie emozioni. «Credo che il teatro apra piccoli squarci attraverso i quali si diffonde una luce di bellezza, di speranza, di memoria - ha detto Elisabetta Salvatori presentando il cartellone - tutto è basato sulle emozioni, su quello che riesce a esprimere una a persona sola sul palco, quanto ci meraviglia e ci parla attraverso la voce e la storia che narra».
A gennaio si entra nel vivo della stagione teatrale seravezzina: il 9 con “Gramsci Antonio detto Nino” con Fabrizio Saccomanno; il 17 gennaio il “Piccolo canto di resurrezione” con Francesca Cecala, Miriam Gotti, Barbara Menegardo, Ilaria Pezzera e Swewa Schneider, e il 22 gennaio “Ci vuole fegato” di Fabrizio Brandi e Francesco Niccolini, con Fabrizio Brandi.
«Il nostro teatro - ha aggiunto l’assessore Giacomo Genovesi - rinnova la sua tradizione narrativa grazie alla sensibilità e alla bravura di Elisabetta Salvatori, al suo settimo anno di direzione artistica alle Scuderie Granducali. Quest’anno gli spettacoli saranno dieci, uno in più rispetto alla scorsa stagione, sempre nel solco di una narrazione che coinvolge il cuore e l’intelletto, che ci spinge a ricordare e a riflettere. Come amministrazione crediamo sia giusto così: proporre e valorizzare un tipo di intrattenimento che sia anche preziosa fonte di stimoli e di contenuti».
Fra gli appuntamenti particolarmente attesi c’è “L’Abisso” - il 14 febbraio - di e con Davide Enia, musiche di Giulio Barocchieri: un racconto che intreccia una storia vera personale dell’attore, con fatti sociali riguardanti gli sbarchi a Lampedusa. Definito dalla stessa Salvatori come un «capolavoro». Simone Cristicchi è l’autore - martedì 5 marzo - di “Lettere dal Manicomio”: saranno letti quattro di questi scritti, provenienti dal vecchio manicomio di Volterra, da Mercedes Martini, Elisabetta Salvatori, Tommaso Taddei e Cristicchi, con Riccardo Corso alla chitarra. Lunedì 21 febbraio è la volta di Giobbe Covatta con “La Divina Commediola”. Il 4 febbraio, “Annunziata detta Nancy” di e con Riccardo Goretti. Mercoledì 20 marzo “Felicità for dummies” con Roberto Mercadini, e il 28 marzo “Il richiamo della salita, storia di Marco Pantani” con Francesco Mattonai. —
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