Troppe squadre per uno stadio Sos del patron del Pietrasanta
Ciaponi protesta con il Comune: costretti a giocare come su un campo di patate L’assessore Cosci: pronti al dialogo, ma la gestione degli impianti non spetta a noi
PIETRASANTA
Dopo la bocciatura, da parte Tar di Firenze, del ricorso presentato per il bando di assegnazione del campo “Marco Pedonese”, il presidente dei Pietrasanta Carlo Ciaponi torna a rimarcare le difficoltà della propria squadra, denunciando il sovraffollamento delle strutture sportive. Una situazione che potrebbe penalizzare la squadra biancoceleste, nel campionato di Promozione, costretta a giocare su un campo - lo stadio comunale - particolarmente rovinato e senza un posto fisso dove potersi allenare.
«Qualcuno chieda all'assessore dello sport Andrea Cosci - spiega Ciaponi - come si possa fare calcio in questa città quando il sabato ci sono tre partite allo stadio e la domenica altre due prima della gara interna della prima squadra di Pietrasanta che inevitabilmente giocherà su un campo di patate. Paghiamo 260 euro tra affitto e sicurezza per giocare su un campo rovinato. E poi vorrei sapere come ci si può allenare al Pedonese - due volte alla settimana perché per gli altri due allenamenti siamo costretti ad andare in giro a pagamento cercando campi di calcetto anche fuori provincia - quando nello spogliatoio ci sono in totale 70 giocatori tra i nostri e gli amatori» è la chiosa di Ciaponi, visibilmente infastidito e amareggiato alla pari di tutta la società biancoceleste.
Una situazione di confusione e d'instabilità che inevitabilmente ha delle ripercussioni anche in campionato, con il Pietrasanta attualmente ultimo in classifica, con due punti e ancora alla caccia della prima vittoria stagionale.
Chiamato in causa, l’assessore Cosci fa una premessa. «Non intendo polemizzare con il presidente: la mia disponibilità al dialogo è massima, l’ho già detto e ribadito più volte anche se lo stesso Ciaponi ha replicato con fare irridente alle mie parole. Detto questo a me non risulta che si siano svolte ben cinque partite al comunale prima di un incontro di campionato del Pietrasanta: al massimo, vista l’indisponibilità momentanea della Pruniccia, è stata data la possibilità al Versilia di giocare allo stadio. Così come allo stadio, e prima del Pietrasanta, hanno giocato i bambini, su metà campo o ancora su un quarto di campo. E non credo che il problema della praticabilità del terreno di gioco sia dato dal correre dietro a un pallone da parte di un gruppo di bambini. In passato, quando a gestire gli impianti era il Pietrasanta, si proponevano analoghi scenari: oggi la gestione è a cura dello Sporting con un affidamento, previo bando da parte degli uffici, legittimato dal Tar. Il Pietrasanta calcio è una realtà di grande importanza per la nostra città ed è nostro preciso volere, per quanto di competenza dell’amministrazione - aggiunge Cosci - tutelare la società ovviamente alla pari di tutte le altre società del territorio. Perché sempre tutte le società hanno alla stessa dignità. I nostri uffici, da tempo, sono in attesa di incontrare i referenti del Pietrasanta calcio per approfondire eventuali problematiche, mentre non è di nostra competenza l’aspetto della gestione degli impianti». —
LUCA BASILE
GIACOMO CORSETTI
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