Sicurezza
È morto Due, il cane più multato perché non voleva il guinzaglio
Era un meticcio docile e giocherellone che amava essere trasportato in vespa dal padrone, per questo avevano collezionato contravvenzioni
PIETRASANTA. Chi non conosceva, a Pietrasanta e nei suoi dintorni, il piccolo “Due”? Impossibile non notare quel cagnolino, un meticcio docile e giocherellone, che aveva il record delle multe - ben otto - prese perché mai al guinzaglio del suo amico-padrone? Ecco, l’ultimo verbale a “Due” lo hanno fatto giusto una settimana fa, quando già stava male: perché a quindici anni un cane è anziano, molto anziano, e spesso soffre e allora è forse giusto accompagnarlo verso la morte.
«Ci hanno fermato mentre ero alla guida della vespa con Due vicino a me. Una consuetudine per noi e anche per chi ci ha visto a giro in questi anni, non per il codice della strada. Due era poco rispettoso delle regole, in questo senso...» quasi sussurra Bruno Bartoli, l’amico-padrone, un omone che come Due a Pietrasanta tutti conoscono e che non riesce a nascondere la sua commozione. «L’avevo chiamato così perché prima di lui avevo avuto solo un altro cane. Quando l’ho preso era in cuccioletto: siamo stati insieme quindici anni. Sempre insieme - racconta Bartoli -. Gli volevo bene, oh se gli volevo bene».
La casa di Due era il centro storico: lì, fra le mura e le piazze imponeva la sua territorialità agli altri cani: talvolta, allora si metteva ad abbaiare anche a chi era il doppio di lui. Poi, con il tempo, sempre con il suo amico Bruno accanto, aveva accettato la presenza canina altrui, mentre era sempre stato sensibile si complimenti, alle carezze. Un selfie con Due, un saluto a Due, un pezzo di strada fatto insieme, era una consuetudine per tutti, piccoli e grandi, a Pietrasanta.
«Due si è portato con sé anche un altro record - continua Bartoli - è il cane che ha visto più partite di calcio in Europa. L’ho portato centinaia e centinaia di volte allo stadio: si metteva lì tranquillo, guardava giocare, scodinzolava agli spettatori. Siamo stati insieme ad una partita anche qualche giorno fa. Era stanco, si trascinava un po’ sulle zampe, ma sempre al mio fianco».
Come solo un vero amico può fare. Sempre, fino all’ultima passeggiata: lungo via di Mezzo o accovacciato nello scooter, felice e libero.
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