Il Tirreno

Versilia

Non ce l’ha fatta la ragazza travolta dall’auto pirata all’uscita dalla discoteca

Michela Sotgia
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Michela Sotgia

Si è spenta all’ospedale di Cisanello dove i familiari erano accorsi dalla Sardegna: donati i suoi organi. La 19enne era arrivata in Toscana da poco più di un mese per studiare fisica all’università di Pisa

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VIAREGGIO. Michela non ce l’ha fatta. Si è spenta ieri pomeriggio, venerdì 2 novembre, in un letto dell’ospedale di Cisanello Michela Sotgia, una dei tre diciannovenni che durante la notte di Halloween è stata travolta da un’auto all’uscita della discoteca Seven Apples di Marina di Pietrasanta. Non sono bastati i tentativi dei medici di tenerla in vita: dopo poco più di ventiquattro ore, se n’è andata.

LA DECISIONE DELLA FAMIGLIA

Intorno a lei c’erano i familiari: i genitori sono volati giovedì sera a Roma, per poi arrivare a Pisa, e hanno raggiunto il capezzale della ragazza, iscritta al primo anno della facoltà di Fisica. Il padre e la madre, su richiesta dei medici di Cisanello, hanno deciso di dare il via libera per la donazione degli organi. Sarà l’ultimo regalo di una ragazza dal grande sorriso la cui vita è stta portata via da una macchina.

IN TOSCANA DA POCHE SETTIMANE

Michela era arrivata in Toscana poco più di un mese fa: aveva deciso di lasciare Dorgali, un piccolo paese in provincia di Nuoro, per iscriversi alla facoltà di Fisica. La sua carriera universitaria era appena all’inizio e proprio in questo periodo di permanenza aveva già dato un pre-esame. Durante le lezioni aveva conosciuto i suoi amici, quelli con cui era uscita mercoledì sera per fare una serata in Versilia. Anche loro, Paolo Francesco Macchitella e Lorenzo Pettinari, sono stati travolti dalla Seat Leon grigia mentre attraversavano la strada. Macchitella è in coma a Livorno mentre Pettinari in Terapia intensiva al Versilia.

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UNA COMUNITÀ IN LUTTO

La notizia dell’incidente di Michela ha sconvolto la comunità di Dorgali che si è stretta intorno alla famiglia: al padre Gigi Sotgia che fa l’allevatore, alla madre Maddalena Lai, casalinga, e alla sorella Elena che vive a Dublino. Ieri mattina il parroco del paese don Michele Casula ha aperto la chiesa di Santa Caterina per una veglia di preghiera per la giovane. «In questo giorno così importante siamo tutti invitati a pregare per Michela – ha scritto nel sito della parrocchia – Siamo tutti vicini a lei alla sua famiglia».

I FATTI

Quella di mercoledì notte doveva essere una serata di divertimento, insieme ai compagni di università. Un veglione per festeggiare Halloween ma si è trasformato in una tragedia quando Giuliano Scivoletto, trentunenne di Porcari nato in Germania, ha travolto Michela e i suoi amici lungo le strisce che si trovano davanti al locale mentre stavano uscendo dalla discoteca. L’investitore era poi fuggito facendo scattare una caccia all’uomo.

Nella giornata di giovedì, dopo che la polizia stradale era riuscita ad individuarlo grazie a testimonianze e immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza presenti su tutto il lungomare e in particolare nella zona dell’incidente, l’uomo si è costituito presentandosi con il proprio avvocato alle forze dell’ordine. Inizialmente per Scivoletto erano stati ipotizzati i reati di lesioni gravissime, omissione di soccorso e fuga. La morte di Michela certamente cambierà il quadro accusatorio. Al momento non sono previste misure di arresto perché l’uomo si è consegnato e non ci sarebbe alcun pericolo di fuga

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