Sicurezza
Centro commerciale più grande «Rischia di essere devastante»
Confcommercio e Confesercenti contro l’arrivo di nuovi marchi al Varignano «Operazione discutibile e dagli effetti potenzialmente letali per i piccoli esercizi»
viareggio
Il centro commerciale di via Pisana al Varignano diventa sempre più grande. E le associazioni di categoria non la prendono bene, tutt’altro. Esmeralda Giampaoli, presidente di Confesercenti Lucca e Versilia, parla di «rischio di un effetto devastante», in particolare sui piccoli esercizi. Non è da meno Piero Bertolani, presidente di Confcommercio Versilia. Che punta il dito contro la nuova dimensione complessiva: 12.000 metri quadrati di superficie coperta, «che non sono affatto pochi. Anche per le possibili conseguenze sulla viabilità».
Come pubblicato dal Tirreno, a partire dal 22 novembre la nuova area commerciale aggiungerà Bricocenter e Ipersoap ai giù presenti Conad, Euronics e McDonald’s. Ma altri marchi sono in arrivo: la trattativa in corso con Decathlon per un punto vendita in zona è notizia confermata da tutti i soggetti interessati. Decathlon stessa, così come il Gruppo Pirani che ha costruito il centro commerciale Burlamacca. Le associazioni di categoria non hanno mai gradito il progetto e non hanno certo cambiato idea: la linea è sempre la stessa. Ma è chiaro che ritrovarsi con un polo di negozi sempre più grande alla periferia della città, con la novità di un marchio di abbigliamento sportivo in arrivo, aumenta il volume della loro presa di posizione. «L’intervento di riqualificazione della zona di via Pisana era necessario – afferma Giampaoli – Dal punto di vista commerciale, invece, non c’era bisogno di questa operazione. Il mercato viareggino è saturo e questi ingrandimenti rischiano di essere devastanti per i piccoli esercizi della città. Che non hanno parcheggi e viabilità adeguati a servizio. Riteniamo che non sia stata fatta una valutazione dell’impatto che questo complesso in via Pisana avrà sul tessuto cittadino».
Bertolani (Confcommercio) mette nel mirino la metratura complessiva, 12.000 metri quadrati. E il fatto che i posti di lavoro previsti in totale, 250, «non saranno la panacea di un settore che ha perso centinaia di addetti in città a partire dal 2012. Io la penso così: i grandi marchi non sono la salvezza, non è detto che assumano a valanga e che abbassino i prezzi. Preferisco di gran lunga avere tanti piccoli esercizi. L’intervento al Varignano era nato per promuovere medi esercizi; ora ci ritroviamo con catene che, ripeto, non sono la salvezza del commercio». Bertolani, inoltre, punta il dito contro la viabilità della zona «che è angusta e rischia di causare più caos che altro».
Ogni volta che si parla di un progetto per il commercio, in questo caso in pieno sviluppo, si torna sempre lì: il Piazzone. Confcommercio e Confesercenti insistono sulla necessità di rilanciare il mercato di piazza Cavour, in contrapposizione alla nuova area commerciale al Varignano: il piano dell’amministrazione Del Ghingaro, però, non convince alcuni esercenti. «Non è questione di voler dire sempre no – afferma Stefano Lazzarini, presidente del Centro commerciale naturale di piazza Cavour – Io non credo che questo progetto andrà in porto. I nuovi marchi al Varignano? Non posso che vedere in maniera negativa questa operazione, non è logica e non tiene conto che i nostri centri commerciali naturali sono due: la Passeggiata e il Piazzone. Qui, nel giro di 50 metri, c’è tutta la mia vita e io ci resto attaccato». —
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