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Truffa telefonica a Viareggio, le portano via soldi e gioielli

Donatella Francesconi
Truffa telefonica a Viareggio, le portano via soldi e gioielli

Il solito trucco dell’incidente ad un familiare che rischia l’arresto. Ma con verifica da parte della vittima al numero 112

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VIAREGGIO. Al telefono fisso dell’abitazione in Darsena un uomo dallo spiccato accento campano annuncia che il figlio della coppia di anziani cui corrisponde l’utenza fissa «è in arresto in caserma dei carabinieri a Viareggio perché coinvolto in un incidente stradale». Tanti i particolari, compreso nome e cognome del figlio della coppia, e la richiesta di «contattare immediatamente il 112». Che è il numero di emergenza dell’Arma. La donna, a quel punto già molto preoccupata, compone il numero indicato, come racconterà nella denuncia presentata ai carabinieri - quelli veri - una volta accortasi della truffa subita: «L’operatore del 112 mi conferma quanto mi era stato detto nella telefonata precedente, aggiungendo che un bambino era stato trasportato all’ospedale, che mio figlio sarebbe stato trattenuto in caserma in stato di arresto e che per poterlo liberare occorrevano 8.000 euro in contanti».

La donna - al telefono con il finto carabiniere - spiega al suo interlocutore di aver trovato in casa solo poche centinaia di euro. La voce all’altro capo della cornetta la invita ad andare a prendere altri soldi o preziosi in oro». Cosa che la vittime della truffa fa, mettendo insieme tutto quello che trova tra bracciali, collane ed altri monili.

Il finto carabiniere, ancora al telefono, continua a dare istruzioni e chiede un elenco di quanto messo insieme ed anche che peso abbiano i gioielli. Quando la donna fornisce tutte le informazioni richieste, l’interlocutore avverte che di lì a poco sarebbe passato un tenente, del quale fornisce anche il cognome, per prendere soldi e gioielli. Mentre la conversazione è ancora in corso, il campanello dell’abitazione squilla ed alla porta si presenta un uomo che si qualifica «come un funzionario del Tribunale, venuto a ritirare i soldi ed i preziosi».

Il complice di chi, intanto, è rimasto al telefono chiedendo alla donna di non interrompere la comunicazione, riceve denaro e monili e se ne va. Senza aggiungere una parola.

A quel punto la vittima si rende conto della stranezza di quanto accadutole, verifica che il figlio sta bene e non è stato coinvolto in alcun incidente stradale, e fa scattare l’allarme. Immediato l’intervento della polizia di Stato, competente per la zona ieri.

«I poliziotti hanno spiegato a mia madre», racconta il figlio della truffata, «che si tratta di una evoluzione del classico colpo già abbondantemente visto perché, appunto, viene inserito l’elemento della verifica da effettuare al 112, numero che mi madre ha effettivamente chiamato».

Non sarebbe la prima volta, insomma, che in qualche modo i truffatori riescono a creare un collegamento telefonico con il 112 o con un numero che dia l’impressione di stare effettivamente parlando con il numero di emergenza dei carabinieri. —


 

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