Gioco
Diventerà un film il documentario sulle ragazze che finirono a cantare nell'inferno del Vietnam
Successo al cinema teatro comunale di Pietrasanta per l’anteprima di “Arrivederci Saigon” organizzata dal Tirreno
PIETRASANTA. Alla fine diventerà un film vero e proprio. Magari tra sei anni, tanti quanti ce ne sono voluti a Giampaolo Simi per vedere trasformato in un documentario il racconto della straordinaria storia de Le Stars, le cinque giovanissime toscane che nel 1968 vennero mandate a suonare e cantare nella base militare americana di Saigon, al centro della guerra del Vietnam. Ci vorrà del tempo ma il docufilm “Arrivederci a Saigon” che la regista Wilma Labate ha realizzato con la collaborazione dello scrittore viareggino sembra il prologo perfetto a un progetto cinematografico a stelle e strisce. Sì, perché come ha rivelato lo stesso Simi durante l’incontro organizzato dal Tirreno al cinema teatro comunale di Pietrasanta mercoledì sera, in America c’è chi ci sta pensando seriamente.
Gli ingredienti, d’altronde, ci sono tutti. Una storia incredibile - cinque minorenni che si ritrovano per tre mesi a vivere nel bel mezzo di una guerra di cui non sapevano nulla -, la musica che accomunava i loro sogni a quelli dei ragazzi che andavano a morire dall’altra parte del mondo, un’epoca - quella del sessantotto - che è il contesto ideale per narrare sogni ed emozioni di più generazioni.
“Arrivederci Saigon” alla Biennale del cinema di Venezia è stato accolto da quindici minuti di applausi. Ha conquistato la critica e il pubblico del Lido così come ha fatto l’altra sera al Comunale di Pietrasanta. Perché è scritto benissimo, perché la regista Wilma Labate ha trovato il registro giusto per regalare sorrisi e commozione, perché la forza comunicativa delle protagoniste - le cinque componenti della girl band di mezzo secolo fa - è coinvolgente. Così come la loro vicenda, rimasta nascosta, per tanti motivi, fino a quando non è stata scoperta da Simi.
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L’incontro condotto al termine della proiezione dal vicedirettore del Tirreno Fabrizio Brancoli è stato altrettanto bello. Con due delle cinque protagoniste della storia - Rossella Canaccini e Viviana Tacchella - che hanno rievocato alcuni momenti di quei tre mesi indimenticabili vissuti sul fronte vietnamita con la leggerezza e la gioia di chi dopo tanti anni può condividere con il pubblico un’esperienza che era rimasta limitata ai propri privatissimi ricordi.
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“Al cinema con il Tirreno” - così abbiamo intitolato la serata organizzata per presentare l’anteprima di “Arrivederci Saigon”, le sue protagoniste e lo scrittore che ne ha scritto il soggetto - è stata un successo. Oltre duecento persone hanno riempito la sala del cinema, per seguire la proiezione e sentire dalla viva voce di Simi e delle signore Rossella e Viviana come è nata e come si è concretizzata l’idea di questo documentario. Gli applausi hanno confermato che il sogno di farci anche un film ha tutto quello che serve per diventare realtà. —
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