Sicurezza
Quel connubio tra il Twiga e la Versilia sempre al centro di gossip e polemiche
PERSONAGGINelle agenzie specializzate rimbalza la voce che Flavio Briatore stia cercando nuovi soci per le sue attività legate alla ristorazione. Addirittura c’è chi sostiene che l’imprenditore...
PERSONAGGI
Nelle agenzie specializzate rimbalza la voce che Flavio Briatore stia cercando nuovi soci per le sue attività legate alla ristorazione. Addirittura c’è chi sostiene che l’imprenditore sarebbe pronto a passare in minoranza a livello azionario (ovviamente mantenendo un controllo forte sulla gestione operativa delle aziende). Una rivoluzione finanziaria, se confermata, che però non riguarderà il Twiga di Marina. L’asse Briatore-Santanchè, assicura l’amministratore della società che lo gestisce, non si tocca. È il patto di ferro della dolcevita versiliese.
D’altronde, dici Forte dei Marmi e pensi al Twiga anche se il Twiga è a Marina di Pietrasanta (ok, per pochi metri). E dici Twiga pensi alle camice bianche, ai vestitini di cotone, al tacco dodici, possibilmente da Guess in su. E i litri di profumo, i capelli laccati, i rossetti doubletouch-superstaymatt, ma solo waterproof, indelebili come l’uniposca. Cioè: un dress code all’ingresso che nemmeno la selezione naturale di Darwin. Poi i prezzi fanno il resto. Qui si paga dai 300 ai 1000 euro (il gazebo presidenziale) al giorno per una tenda e 15 euro per un drink: che sia un bicchiere di vino, uno shot o un mohito, sempre 15 euro sono.
Nato da un quartetto (all’epoca c’erano anche Paolo Brosio e Marcello e Lippi) diventato un duo (e poi un trio con il compagno di Daniela Santanché), che ha trasformato quella spiaggia (vuoi la vicinanza con il parco della Versiliana) nella Capalbio della destra. Il Twiga negli anni è diventato il buen ritiro di calciatori, showgirl, influencer, cantanti, giornalisti, politici, tutti un po’ legati all’area politica dei suoi proprietari. Lei, la pitonessa, senatrice di Fratelli di Italia nata nella scuderia berlusconiana. Lui, il ricco imprenditore e dirigente sportivo che sogna (o sognava) «un’Italia spa con Berlusconi presidente».
La giraffa della Versilia sempre al centro delle cronache e del gossip. Sette anni fa (era il giugno del 2011) Fabrizio Corona e Belen Rodriguez arrivarono al locale a bordo di un Porsche bianco, chiesero un tavolo nel privé a bordo piscina, ordinarono una Magnum di champagne e poi alla fine piazzarono una scenata perché non volevano pagare. La notizia rimbalzò su tutti i giornali di gossip. Lo scorso anno, invece, fu Briatore a fare il giro della carta stampata per uno sbotto con uno dei balneari storici di Forte dei Marmi, cioè Roberto Santini del bagno Piero, uno che non ha mai nascosto la sua antipatia verso il «briatorismo». Per contro, l’imprenditore gli diede su Facebook del «bagnino invidioso e rancoroso». Ne uscì un battibecco social dei migliori salotti tivù.
Tutto quello che succede al Twiga, alla fine, finisce moltiplicato per cento. È il luogo dove un’interrogazione consiliare (presentata dal capogruppo del Pd Ettore Neri) è diventato un caso nazionale. Parliamo della pagoda, quella struttura in legno di 40 metri quadri, con tanto di elettricità, wi-fi e tv, piazzata proprio in riva al mare, su cui alla fine sono arrivati i sigilli della Capitaneria di porto. E nei giorni scorsi al Twiga ha dedicato un servizio tv anche Report.
No, l’asse Briatore-Santanché non si tocca. La prossima estate li rivedremo ancora lì, in riva al mare, tra prosecchi, borse di vimini e paparazzi. E se non sarà quella pagoda, a far parlare di sé, ce ne sarà un’altra. —
MELANIA CARNEVALI
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