Il Tirreno

Versilia

Il 1º novembre di settantacinque anni fa il primo bombardamento sulla città: da allora ne seguirono molti altri  

Le bombe degli Alleati sulla linea ferroviaria Così Viareggio scoprì l’orrore della guerra

Paolo Fornaciari
Le bombe degli Alleati sulla linea ferroviaria Così Viareggio scoprì l’orrore della guerra

PAGINE DI STORIAPaolo FornaciariIl 1 novembre 1943, Viareggio per la prima volta scoprì sulla propria pelle gli orrori della guerra. Alle ore 19,30, gli aerei alleati, provenienti dal mare,...

3 MINUTI DI LETTURA





PAGINE DI STORIA

Paolo Fornaciari

Il 1 novembre 1943, Viareggio per la prima volta scoprì sulla propria pelle gli orrori della guerra. Alle ore 19,30, gli aerei alleati, provenienti dal mare, bombardarono la zona della stazione, senza centrarla, colpendo le strade vicine alla linea ferroviaria. Poi, da quel giorno e fino al 7 febbraio 1945, Viareggio fu devastata dalle bombe. Prima le forze aeree alleate, nel corso di 62 incursioni scaricarono sulla città oltre 1600 bombe, poi fu la volta dei tedeschi che, dopo essersi ritirati da Viareggio cercarono di contrastare con il tiro dei cannoni l’avanzata dei reparti americani.

Per tutte queste “ferite”, alla fine del conflitto, Viareggio, fu riconosciuta “città sinistrata”.



In quel primo raid aereo 72 bombe caddero nelle vicinanze della ferrovia, colpendo le vie Mazzini, Pucci, Volta, della Fontanella, dei Peecchi e della Portichina. Il giorno dopo, i vigili urbani documentarono gli effetti del bombardamento in una relazione inviata al Commissario Prefettizio.

La zona del cavalcavia ferroviario fu colpita da tre bombe che distrussero la casa di Primo Simonetti, il centro stradale e la panchina di scarico del Varignano. In via dei Peecchi, 14 bombe danneggiarono due case e il magazzino della ditta Lencioni.

Nella zona di via del Forcone, diverse bombe caddero in località detta Coccione, arrecando lievi danni ai fabbricati vicini. Una bomba colpì nei pressi del passaggio a livello di via Fontanella, distruggendo tre abitazioni e danneggiandone altre.

In via dei Lecci, in prossimità della fabbrica Landini, due bombe rasero al suolo le case di Averardo Antinori e di Enrico Belluomini, danneggiando le abitazioni vicine.

Quattro bombe colpirono le vie Volta e Bottego, dove 10 case furono completamente distrutte e molte altre danneggiate.

In via dei Borghetti una bomba distrusse la casa di Stefano Bini, lesionandone altre.

Alcune bombe cadute in via Pucci, tra la via Zanardelli e la via San Martino, rasero al suolo le officine Ponsi, la bottega del fabbro Lazzarini ed alcune abitazioni, danneggiando in modo più o meno grave molte altre. Gravi danni anche nella zona fra la via Mazzini e la via XX Settembre, con 4 case distrutte e 12 case gravemente lesionate.

In via del Borgo angolo Zendrini, le bombe caddero in prossimità del passaggio a livello, danneggiando seriamente la casa di Emilio Bernardni e la casa Nencioni Sargentini.

Altre abitazioni furono lesionate nelle vie Ximenes, in via Pietrasanta, in via Burlamacchi e nelle adiacenze della linea ferroviaria.

Alcune bombe colpirono il deposito di macchine della nuova stazione, il posto di blocco allo scalo merci ed causarono danni lungo i binari di manovra della via Pietrasanta, fino all’altezza del ponte in ferro sulla ferrovia.

L’Officina del Gas, ebbe un serbatoio forato da una scheggia, subito riparato nella notte.

L’Acquedotto subì gravi danni poiché fu colpita la conduttura della distribuzione dell’acqua in città, nei pressi del passaggio a livello di via Regia.



Gli effetti dell’incursione aerea sulla popolazione furono 3 morti: Nella Cardini, deceduta per sincope, Emilio Canova, per le ferite riportate e Floriana Servetto, di 14 anni, rimasta sotto le macerie della casa di Primo Simonetti. Si contarono anche 17 feriti: Antonietta, Argia e Anna Oldani, Mary e Ivonne Maggenti, Leopolda Bertuccelli, Moreno Servetto, Giuseppe Morabito, Lina e Mauro Panconi, Francesco Carmazi, Carolina e Bianca Biancalana, Nicolò Chelini, Francesco Bertacca, Giuseppina Malfatti, Rosa Lazzarini.

Il 22 novembre, il Commissario Prefettizio inviò al Capo della Provincia di Lucca un rapporto per comunicare i dati definitivi dell’incursione aerea: 47 case distrutte, 55 case gravemente danneggiate, 171 case lievemente lesionate, 252 famiglie sinistrate, 1019 componenti famiglie sinistrate.

Numeri e dati statistici di una tragedia che per Viareggio era appena iniziata. —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web