Lutto
Ancora fiamme a Massarosa Bruciano i campi della Bonifica
Non si ferma l’ondata di fuoco che sta investendo il territorio Il sindaco: «È necessario evitare che prenda di nuovo fuoco la torba»
MASSAROSA
Ancora incendi nel territorio di Massarosa. Questa volta la zona colpita si trova tra l’impianto di Pioppogatto e Piano del Quercione, nella zona della Bonifica.
L’incendio è scoppiato intorno alle 14.30 e potrebbe essere di origine dolosa. Alcuni passanti, notando un denso fumo bianco, hanno avvertito immediatamente i vigili del fuoco. È intervenuta immediatamente una squadra dalla stazione di Pietrasanta con un mezzo. L’incendio non era esteso e i pompieri sono riusciti ad estinguerlo nel giro di mezz’ora. Tuttavia in molti, su Viareggio e Massarosa, hanno subito segnalato cattivo odore.
«È evidente che questa ondata di incendi fa fermata - ha detto il sindaco di Massarosa Franco Mungai - ogni giorno ce n’è uno ed è intollerabile. Siamo subito entrati in contatto con la proprietà che interverrà per ciò che gli compete: è necessario, per evitare i disagi ai cittadini, che prenda di nuovo fuoco la torba».
Nelle ultime settimane il fuoco è stato presente sul territorio: la settimana scorsa l’incendio a Botolo (che si è riacceso nei giorni scorsi e poi sopito di nuovo), a Bozzano (dove l’allagamento ha prodotto i suoi effetti sulla torba) e, nella notte tra gioveì e venerdì, in un capannone di Piano del Quercione.
In questo caso sono andati a fuoco materiali plastici e parte della copertura in eternit: per questo il primo cittadino, su consiglio di Arpat, ha ordinato ai cittadini di limitare il consumo di frutta e verdura nel perimetro dei 300 metri intorno all’area dell’incendio.
Una scelta criticata da Forza Italia: «Gli ortaggi sì e le scuole no? - si domandano i forzisti in una nota - l’ordinanza sarebbe unicamente per motivi precauzionali. Disposizione lodevole ma non è chiaro le stesse precauzioni non sono state attuate nei confronti dei bambini che frequentano le elementari e le scuole d’infanzia che si trovano in zona: Perché non sono state chiuse». —
CESARE BONIFAZI
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