Il Tirreno

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Capannone in fiamme durante la notte a Piano del Quercione

Cesare Bonifazi
Capannone in fiamme durante la notte a Piano del Quercione

Era un magazzino di una ditta edile che affitta ponteggi Vietato il consumo di frutta e verdura per il rischio amianto 

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Di nuovo fiamme della notte a Massarosa. Questa volta ad andare a fuoco un capannone di Piano del Quercione adibito a magazzino. Per precauzione il sindaco di Massarosa, dopo le analisi di Arpat, ha ordinato ai cittadini di non consumare frutta e verdura nell’arco dei 300 metri dal luogo dell’incendio.

Il rogo è scoppiato intorno alle 21.20 di giovedì sera in via Sarzanese al numero 2367. Non distante da un ristorante; le fiamme erano visibili da distanza . A prendere fuoco è stato un capannone privato, di proprietà di Sauro Dini, di circa 600 metri quadrati ed era stato affittato come magazzino alla ditta Viareggio Ponteggi.

All’interno del deposito c’erano pancali di legno, attrezzatura per le impalcature e alcuni mezzi. Secondo il report dei vigili del fuoco l’incendio sarebbe partito proprio da uno di questi per un problema elettrico interno. Il fuoco si sarebbe esteso quindi alle assi e alle parti infiammabili tra questi anche pneumatici e plastica. Non sarebbe stato un corto circuito del capannone perché all’interno non ci sarebbe stata energia elettrica.

Il deposito è stato dichiarato inagibile e una parte del tetto è crollata.

I vigili del fuoco, allertati da alcuni cittadini, sono intervenuti sul posto con le autobotti e, dopo circa un’ora e mezzo, l’incendio è stato dichiarato estinto

Arpat nella mattinata di ieri ha fatto i sopralluoghi. L’amministrazione non ha emesso alcuna ordinanza per la chiusura delle scuole ma, come prescritto dai tecnici, ha ordinato alla cittadinanza di limitare il consumo di frutta e verdura.

Dato che il capannone aveva una copertura in cemento amianto, il sindaco ha imposto ai proprietari di mettere in sicurezza la copertura rimuovendo materiale in cemento amianto e dei frammenti caduti all'esterno. Ai cittadini proprietari dei terreni che si trovano a 300 metri al di sotto della via Sarzanese, unicamente per motivi precauzionali, è infatti stato imposto il divieto di consumare frutta e verdura se non dopo averla preventivamente sottoposta ad abbondante e accurato lavaggio. —

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