Il Tirreno

Versilia

Stroncato da un infarto a 52 anni al rientro dalla montagna

Claudio Vecoli
Giuliano Batini
◗
Giuliano Batini

Giuliano Batini stava rincasando dopo una giornata trascorsa ad arrampicarsi. Inutili i soccorsi dell’amico

2 MINUTI DI LETTURA





CAMAIORE. Mercoledì pomeriggio stava rientrando a casa dopo un pomeriggio trascorso ad arrampicarsi sulle pareti rocciose dei Pilastri di falesia di Setriana, sopra Casoli. Una giornata faticosa ma ricca di soddisfazione, quella trascorsa insieme ad alcuni amici rocciatori. Ma all’improvviso, mentre stava percorrendo il sentiero che l’avrebbe riportato a Trescolli, ha accusato un malore al petto. Ha alzato la mano quasi in un disperato segno di aiuto e poi si è accasciato a terra. Giuliano Batini, cinquantadue anni compiuti il 15 giugno scorso, è morto così, stroncato da un infarto fulminante. E a nulla è servito il tentativo di rianimarlo da parte di Alessandro, uno degli amici con cui aveva trascorso la giornata e che stava camminando lungo il sentiero che lo avrebbe riportato a casa. Così, quando il medico del 118 ha raggiunto il luogo dove si era accasciato, non ha potuto far altro che constatarne la morte. E così è stato fatto rientrare l’elisoccorso che nel frattempo si era alzato in volo per affrettare i tempi dei soccorsi ed è stata annullata anche la richiesta di ausilio al soccorso alpino del Cai. A quel punto il corpo senza vita è stato portato direttamente all’obitorio dell’ospedale Versilia dal servizio funebre della Croce Verde.

Una tragedia, quella che si è consumata mercoledì intorno alle 18,30, apparentemente senza una spiegazione. Giuliano Batini - o più semplicemente Bitossino, come lo conoscevano in molti - non aveva mai accusato problemi cardiaci e aveva sempre condotto una vita all’insegna dello sport (il ciclismo da ragazzino, l’arrampicata sportiva da adulto).

La notizia della morte di Giuliano Batini si è rapidamente diffusa fra i tanti che lo conoscevano. Padre di due figli, sposato e divorziato, era originario di Piano di Mommio dove ha trascorso gran parte della sua vita. Da ragazzo, proprio con la maglia del Piano di Mommio, era stato uno dei ciclisti più promettenti della Versilia, tanto da meritare il soprannome di Bitossino.

Trasferitosi negli ultimi anni a Pedona, dove viveva da solo, Giuliano Batini era conosciuto anche in Darsena a Viareggio, dove per un lungo periodo ha lavorato come idraulico nei cantieri navali.

I funerali - a cura dell’impresa funebre La Badia di Camaiore - sono in programma questo pomeriggio nella chiesa parrocchiale di Piano di Mommio. 


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa