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Ecco come cambierà l’impianto di Pioppogatto

Il presidente di Ersu Ramacciotti spiega l’ampliamento: «L’aumento di volume riguarda materiale inerte e non provoca cattivi odori nello smaltimento»

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Massarosa

«Vi spiego come cambierà lo smaltimento a Pioppogatto». La polemica sull’ampliamento dell’impianto per i rifiuti di Massarosa imperversa tra i due fronti di maggioranza e opposizione all’interno del consiglio comunale. A intervenire è proprio il presidente di Ersu Alberto Ramacciotti che precisa: «Mi esprimo sul piano esclusivamente tecnico e non politico: l’autorizzazione è stata concessa, fin dall’inizio dell’attività dell’impianto, per annue 135.000 tonnellate (compreso il Lavarone) più 5.000 tonnate di materiale proveniente dallo spazzamento. Quindi non è stato richiesto da Ersu nessun ampliamento da 70.000 a 140.000 tonnellate nel 2017. La richiesta di ampliamento a 200.000 tonnellate non riguarda i rifiuti indifferenziati che attualmente arrivano, e vengono trattati, all’impianto ma solo la possibilità di trasferire lì la lavorazione del materiale proveniente dalla raccolta differenziata ed attualmente trattato nell’impianto dello Statuario a Pietrasanta e costituito, quasi esclusivamente da carta, cartone, plastica, lattine, vetro, banda stagnata e materiali ferrosi più ingombranti e Raae (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche)attualmente separati e stoccati nell’impianto di Colmate. Tutti materiali secchi, inerti e che non possono, in nessun caso, produrre maleodoranze».

E poi spiega quali dovrebbero essere i vantaggi di questa operazione: «Ciò consentirebbe il decollo della cosiddetta Fabbrica dei Materiali in quanto, utilizzando l’esperienza e la tecnologia ampiamente sperimentati, si potrebbe ottenere una maggiore e migliore selezione del materiale che attualmente va in discarica o a termovalorizzazione riducendone la quantità e il costo di smaltimento ed ottenendo una maggiore entrata dalla vendita del maggior materiale così recuperato».

Non ci sarebbe uno spostamento degli impianti di stoccaggio e lavorazione del verde e del lavarone, che resterebbero a Pietrasanta.

«Il presunto previsto aumento dei mezzi in arrivo a Pioppogatto - dice Ramacciotti - è relativo solo ai piccoli costipatori che attualmente arrivano allo Statuario e a Colmate e che poi, se approvata la richiesta, andranno là. Non si tratta quindi dei bilici o Tir ipotizzati da qualcuno e bastava solo un rapido calcolo per capire l’assurdità di una simile affermazione».

Il presidente di Ersu rimanda allo studio specifico sulla questione traffico indotto (allegato al progetto) del professor Pratelli dell’Università di Pisa

«A onore della verità - conclude la nota di Ramacciotti - spero di aver fornito un comprensibile contributo di chiarezza sui punti principali e sono anche disponibile ad entrare nel merito di eventuali altri aspetti». —

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