Gioco
Quindici ettari in fumo, è stato un piromane Rischio cattivi odori per i prossimi giorni
Le squadre dei vigili del fuoco al lavoro dalla notte di martedì per spegnere l’incendio. Le indagini dei carabinieri
MASSAROSA
Alberi scheletriti, due bilance distrutte, cattivo odore e fuliggine di torba e sterpaglie tra Massarosa e Viareggio, oltre a 15 ettari di terreni andati completamente a fuoco. Questo il bilancio del primo giorno di incendio doloso divampato nella zona di via delle Cave a Bozzano, nel territorio massarosese.
Il rogo è cominciato nella serata di martedì: la prima telefonata ai vigili del fuoco è arrivata intorno alle 21.15. La zona data alle fiamme è quella delle cave di Bozzano, sulla Bonifica. Le prime abitazioni sono a circa due chilometri ma l’incendio è ben visibile dall’autostrada e si è aggiunto a quello di Avane, nel Comune di Vecchiano, distante appena 13 chilometri d’auto. Sul posto sono arrivate due autobotti dei vigili del fuoco a cui si è aggiunta anche una terza squadra di ritorno da Vecchiano. E poi i mezzi della protezione civile comunale con in testa il sindaco di Massarosa Franco Mungai e il consigliere delegato Raffaello Giannini.
«Le fiamme sono altissime - raccontava il sindaco dal posto - sembra che sia scoppiato un inferno». Il primo cittadino non ha dubbi: l’incendio è doloso. «Non ci sono elementi che possano far pensare a un’autocombustione o a delle scintille che possano averlo causato», dice.
Nella notte, intorno all’una, a complicare la situazione un altro incendio scoppiato poco distante: in via del Pantaneto. E sono tre in pochi giorni: nella notte tra lunedì e martedì un altro piccolo rogo era stato appiccato ad alcune sterpaglie, sempre a Bozzano, dietro al Penny Market. In quel caso le fiamme sono state spente nel giro di qualche ora.
Il compito dei pompieri nelle ore del grande rogo era quello di contenere le fiamme: ma il fuoco troppo forte è riuscito a uscire dalla Bonifica e a incendiare la torba. Le immagini alla luce del giorno mostrano come il fuoco stia bruciando proprio in mezzo ai chiari.
Proprio per questo nella giornata di ieri i mezzi del Consorzio di Bonifica sono intervenuti per provocare nuove inondazioni sui campi che vanno a fuoco. La situazione è sotto controllo ma, si sa, la torba ha il suo modo di bruciare: rimane accesa in profondità e torna a fare fuoco quando trova ossigeno dall’alto. Così nel pomeriggio sono arrivati anche alcuni canadair per contenere la colonna di fumo che si alzava dal padule.
«Saranno giorni difficili - spiega Mungai - malgrado la situazione critica sia passata durante la notte, ci vorrà del tempo perché l’incendio possa essere dichiarato estinto e nel frattempo dovremmo sopportare l’odore insopportabile della torba come abbiamo fatto la settimana scorsa con l’incendio a Botolo».
L’allerta è alta perché sono ben impresse negli occhi di tutti le immagini dei monti pisani in fiamme. Sebbene i carabinieri assicurino di non avere elementi per stabilire una connessione con altri incendi, il pericolo che c’è ogni volta con il fuoco è l’emulazione. —
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