Il Tirreno

Versilia

“aria pulita” 

Il comitato: non sia l’Arpat a coordinare i confronti tecnici

DONATELLA FRANCESCONI

Il gruppo di lavoro tra Comuni, Agenzia regionale per l’ambiente Regione Toscana si è arenato dopo gli appuntamenti di maggio sul ruolo delle polizie municipali

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VIAREGGIO

L’annuncio - tramite le pagine del “Tirreno” - è quello di un piano straordinario di intervento sul fenomeno dei cattivi odori che la notte si levano su Viareggio da oltre dieci anni senza che si arrivi ad individuare le responsabilità. Ma il comitato “Aria pulita Viareggio e dintorni” - che ha pronto un nuovo esposto alla Procura - nel rilevare «l’interesse dell’assessore regionale al grave problema dei miasmi che attanagliano Viareggio e comuni limitrofi» ripercorre la storia degli incontrI degli ultimi mesi, rimasti senza esito concreto. «Si spera - si legge nella presa di posizione di ieri - che questa volta l’assessore intenda procedere veramente in prima persona, senza delegare ad Arpat, come la volta scorsa, il coordinamento del tavolo tecnico. Tale soluzione si risolse infatti in un fallimento, un niente di fatto che si è sommato ai numerosi altri». Da parte del comitato si sottolinea: «Siamo sempre del tutto disponibili a portare un contributo costruttivo, come già dimostrato. Non ci stiamo a partecipare un'altra volta a iniziative di sola facciata e volte anch'esse a creare solo un po' di fumo, come se di fumi non ce ne fossero abbastanza». E sulla ripresa del confronto c’è una richiesta precisa per l’assessore Fratoni: «È essenziale fare chiarezza sul potenziamento degli impianti esistenti, in autorizzazione proprio adesso presso i suoi uffici in Regione». Ed i riferimento è alla procedura avviata da Pioppogatto che si candida a gestire anche 50.000 tonnellate di rifiuto organico/anno.

Il lavoro svolto nei mesi scorsi da Comuni, Regione, Arpat sembra essersi arenato - verbali alla mano - a maggio. Il 18 aprile, infatti, fu stabilito di «convocare una riunione con le polizie municipali il 7 maggio presso il Comune di Viareggio alla quale sarà invitato anche il personale della Protezione civile». L’impegno di Arpat era quello di «predisporre per la riunione delle linee guida da fornire alla polizia municipale per effettuare efficacemente i controlli in risposta alle segnalazioni di maleodoranze». Ribadendo l’Agenzia regionale per l’ambiente che: «I tecnici Arpat intervengono per la gestione delle emergenze ambientali, durante l'orario di servizio o in regime di reperibilità in orario notturno o festivo, su chiamata della sala operativa della Protezione civile di Firenze. È compito della polizia municipale o di altre forze operanti sul territorio attivare la sala operativa, dopo una preliminare verifica della situazione».

Qualcosa, però, non ha funzionato nell’applicazione delle linee guida fissate alla realtà delle notti di cattivo odore. Perché è stata la stessa Arpat, qualche giorno fa, a dichiarare che «nel corso del 2018 non risulta che siano mai stati attivati dai Comuni interessati gli operatori Arpat reperibili per questioni riguardanti le maleodoranze». —

DONATELLA FRANCESCONI

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