Gioco
Buratti alla Camera: vi racconto il mio primo giorno da deputato
L’incontro con il capogruppo Pd Del Rio e il caffè alla buvette con Mallegni «Mi piacerebbe lavorare subito nella commissione che si occupa di Bolkestein»
«È stata un’emozione forte, quasi da brivido, varcare quel portone di Palazzo Montecitorio, dove dal 1871, si è fatta gran parte della Storia d’Italia, e dove sono passati fior fiore di deputati e padri della Repubblica». Il neo onorevole Umberto Buratti racconta così, in presa diretta, il suo ingresso in Parlamento avvenuto ieri mattina. Un ingresso non condiviso con i colleghi di legislatura che erano entrati tutti assieme a marzo, e forse per questo più personale ed emozionante. In ogni caso il coronamento di un sogno tanto atteso e di una carriera politica che consentirà adesso al neo parlamentare versiliese di godere comunque la quasi totalità della XVIII legislatura.
Allora che effetto fa essere tra queste mura? «Ancora stento a rendermene conto ma certo mi riempie di gioia e per chi come me ha sempre dato un’interpretazione di servizio all’attività politica costituisce anche un grosso impegno personale e di responsabilità. Martedì sera – racconta il primo deputato di Forte dei Marmi – mi hanno chiamato dalla Camera comunicandomi che l’Aula aveva finalmente preso atto della sostituzione dell’on. Ermini e aveva proclamato la mia elezione. Così ieri mattina, alle 10, ho fatto il fatidico ingresso. E mi è parso davvero del tutto diverso dalle tante altre volte che a Roma e per Ministeri ero venuto come sindaco. Ero stato naturalmente anche alla Camera, ma confesso che entrarci da diretto protagonista, fa tutt’altro effetto. Poi i primi assaggi di burocrazia parlamentare, perché alle 10 ho avuto l’incontro ufficiale al gruppo parlamentare del Pd dove ho trovato il capogruppo Graziano Del Rio con cui ho avuto un lungo colloquio che è servito anche da scambio di idee. D’altro canto in queste fasi di insediamento dovevo dichiarare l’appartenenza al gruppo del Pd. Tuttavia con i responsabili ho già iniziato ad affrontare quale sarà il mio lavoro futuro nella Commissione permanente che mi sarà assegnata, e i miei impegni diretti. E su questo proprio con Del Rio ho affrontato un po’ i temi che mi sono più cari, dal turismo, agli enti locali, dall’ambiente - tema che ho avuto la fortuna di sviluppare grazie ai Forum delle coste e del mare cresciuti sotto la mia amministrazione - fino a quello, sentitissimo del Demanio con le implicazioni che comporta da qualche tempo, Bolkestein in prim’ordine. Mi piacerebbe quindi anche in Commissione occuparmi di qualcuno di questi temi, anche se potrebbe avvenire che per adesso mi venga assegnata una Commissione in via transitoria, a seconda delle necessità del Gruppo parlamentare».
«Poi la mia mattinata – prosegue Buratti - ha visto tutte le tappe burocratiche necessarie, dall’anagrafica ai permessi e ai tesserini, tant’è che per votare, in attesa del tesserino ufficiale, me ne hanno assegnati due provvisori giacché domattina (stamani per chi legge) farò l’esordio vero e proprio in Aula dov’è fissata una serie di votazioni».
E mentre si prepara a prendere possesso del suo scranno («saranno i colleghi del gruppo ad assegnarmi il posto tra i banchi»), spiega di avere già incontrato in Transatlantico un collega in particolare: «L’unico che ho incontrato è stato il senatore Massimo Mallegni, un amico prima ancora che collega con cui abbiamo preso un caffè». —
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