Il dolore
Evento difficile da prevedere «Ma c’è il modo di proteggersi»
L’agronomo Cinelli: può darsi che la pianta fosse molto vecchia ma a farla cadere potrebbe essere stato il peso della chioma «La potatura può evitarlo»
viareggio
È difficile prevedere la caduta di un albero. Però il modo di proteggersi c’è. A spiegarlo è l’agronomo Fabrizio Cinelli, che insegna alla facoltà di Ingegneria a Pisa e che le pinete di Viareggio le conosce bene. Perché per qualche anno, all’incirca tra il 2013 e il 2015, anche lui ha provveduto a monitorarle su incarico delle amministrazioni pubbliche.
«Non posso esprimermi sul caso singolo, perché non ho visto la pianta caduta – dice Cinelli – quello che posso dire, sulla base dell’esperienza che mi sono fatto controllando i pini nella vicina zona dello stadio e sul viale dei Tigli, è che è probabile che la pianta fosse molto vecchia, come confermato dal Comune. Ma questa non è condizione sufficiente a farla cadere quando non c’è un vento forte in grado di piegarla o sradicarla. Ci sono pini che oltrepassano i 100 anni, arrivano anche a 140, eppure sono ancora in piedi».
Un’ipotesi credibile alla base di questo episodio sta nel peso della chioma. Che può rendere precario l’equilibrio della pianta, quando il carico sul tronco è eccessivo.
«Per evitare rischi, o quantomeno ridurli – spiega l’agronomo – bisogna intervenire con la potatura. Anche in quel caso, però, non bisogna esagerare: in alcune città i pini vengono praticamente decapitati e questo non aumenta la sicurezza, li distrugge e basta. Altra cosa da valutare è l’inclinazione della pianta e se ci sono meno piante vicine del previsto. Gestire un patrimonio naturale come quello di Viareggio resta molto complicato, anche perché ogni pianta va monitorata con discreta frequenza». –
M. T.
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