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La Passeggiata dice no al rischio assalto da parte delle catene in franchising

Donatella Francesconi
La Passeggiata dice no al rischio assalto da parte delle catene in franchising

I commercianti: «Se la domenica chiuderanno i centri commerciali si riverseranno tutte nelle città turistiche»

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Ha infiammato il mondo del commercio in Passeggiata la notizia che il Comune ha concesso il cambio di destinazione d’uso ad un locale storico, come è quello che oggi ha il nome di “Caffé 22”, che spegnerebbe la macchina dell’espresso per lasciare il posto ad un negozio di abbigliamento, come da delibera dell’amministrazione comunale datata fine agosto. Tra chi sostiene da tempo la necessità di regole certe per le concessioni della Passeggiata c’è Mauro Ciampa, titolare del “Crepes&Cafè”. Il quale oggi aggiunge preoccupazione locale a preoccupazione nazionale: «Se il Governo approverà la normativa che vieta l’apertura domenicale dei negozi, le grandi catene lasceranno i centri commerciali e si riverseranno sulle città turistiche, cui pare sarà riservata una deroga. Ed i costi della Passeggiata, ormai, sono costi che solo le catene possono sostenere».

Il risultato è quello di aver «concessionari che si trasformano in immobiliaristi», sottolinea Piero Bertolani, presidente di Confcommercio Viareggio . Perché le catene possono permettersi più o meno qualsiasi richiesta di affitto «in quanto investono sul posizionamento del marchio».

Non solo regole e vigilanza per la concessioni viareggine, le richieste dei commercianti, ma anche un no netto alla liberalizzazione: «Sono d’accordo con i Cinque stelle», afferma Bertolani, «per il contrasto alla legge del Governo Monti che ha ucciso il commercio nei centri cittadini. Alle parole di Bertolani si uniscono quelle di Riccardo Zucconi, senatore di Fratelli d’Italia e titolare del Gran Caffè Margherita: «Credo che sia venuta l’ora di porre un limite alla liberalizzazione delle licenze». E, per quanto riguarda il futuro della Passeggiata, Zucconi aggiunge: «I pubblici esercizi offrono servizi che un negozio di abbigliamento non ha ed i bar sono luoghi di aggregazione». Senza i quali la Passeggiata di Viareggio rischia di restare chiusa dalle 20 in poi.

Liberalizzazione sì, invece, nelle parole di Piero Bellandi, presidente della associazione dei concessionari, che però ritiene la trasformazione di un bar in un negozio di abbigliamento come «un impoverimento».

Lo scenario di un assalto delle catene in franchising preoccupa anche Roberto Vannozzi, presidente del Centro naturale commerciale della Passeggiata e gestore dello storico bar-gelateria “Galliano”: «Siamo però in una situazione», sottolinea Vannozzi, «in cui i locali devono lavorare forte tutti i giorni, anche in inverno perché l’insieme delle spese è insostenibile».

La speranza - commenta Oreste Bergamini, gestore insieme alla moglie di quel simbolo della Passeggiata che è il bar Fappani trovato davvero a nuova vita - «è che se negozio deve essere che sia di qualità Ma dobbiamo farci anche un po’ un esame di coscienza e dire: ma noi, a Viareggio, i negozi di qualità ce li meritiamo». Parole che fanno riflettere, quelle di Bergamini: «Per fortuna c’è ancora qualcuno che lavora bene, qualcuno che fa qualità. Però Viareggio è, secondo me, una città fallita. Sotto tutti i punti di vista. È una barca in balia del mare, senza comandante. E sono anni che siamo così». Parole che non hanno origine nella crisi della stagione estiva 2018, nel corso della quale “Fappani” si è imposto.

Una situazione cui si è arrivati, commenta Massimo Vivoli, una lunga esperienza di commercio praticato prima e pensato poi (in Confesercenti), «perché le amministrazioni comunali non sono state attente nel rilascio delle concessioni e nelle volturazioni». Ed oggi Viareggio «è una città che nonostante gli sforzi non ha un progetto di rilancio e crescita per quanto riguarda turismo e commercio». —


 

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