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Versilia

Gherardo Guidi: «Così la Capannina continua a far divertire il suo pubblico»

Adolfo lippi
Gherardo Guidi: «Così la Capannina continua a far divertire il suo pubblico»

Nel locale simbolo della Versilia by night si chiude una stagione ricca di soddisfazioni: sia artistiche che imprenditoriali

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L’estate declina. L’estate per la Versilia, è un’impresa industriale. Se va bene si campa bene, se va male si stringe la cinghia. «Di quest’estate - dice Gherardo Guidi patron de “La Capannina” del Forte dei Marmi - possiamo essere moderatamente contenti. Vi sono carenze? Poche, poiché la Versilia ha tutto: una geografia splendida, le Apuane a due passi che rendono il clima sempre accettabile, eppoi spiagge di 120-140 metri di ampiezza, ed eventi continui, alberghi di primissimo ordine e ristoranti di eccellenza». Dunque un’estate da vacche grasse, pochi i malumori, i conti tornano.

Ma “La Capannina” è anche un termometro per giudicare la febbre, se ancora esiste, del sabato sera, cioè la voglia di vivere, di divertirsi dei giovani e meno giovani. Quali le mode? La grande novità, vedi Facebook, è l’individualismo. Una volta si andava in Capannina con l’intera famiglia. Adesso si va col gruppo, ognun per sé ma in branco. Così si festeggiano compleanni e anche matrimoni senza il peso del blasone familiare. Allora vi erano gli Agnelli che, notoriamente, vestivano “alla marinara”. Adesso si parcheggia la bicicletta (anche i Moratti) e si balla e si sballa senza più l’occhio vigile dei padri o dei nonni che prima spiavano le nipotine in pista. Adesso non si spia più. La pista è strapiena e strapieni il piano bar e la mitica veranda. Adesso ci si spinge in mille e più mille, il ristorante fa storia a sé, i rampolli si sono già acchiappati prima. Una volta si andava per rimorchiare, adesso si va per il dopo rimorchio, tutto già consumato. Così contano l’allegria e il divertimento.

Racconta Guidi: «Il nostro pubblico esce ridendo». Entra col musone ed esce col sorriso perché con Jerry Calà ed altro s’è ampiamente rallegrato, è questa la novità. Il dopo-Capannina, insomma è il letto, per dormire. Tanti anni fa invece tutto doveva accadere dopo. E’ un vero ribaltone di tendenze, sicché il locale, che nei pienoni arriva a più di duemila festanti, non è più un night ruffiano e ammiccante, è invece una somma di spettacoli dal dj famosissimo, al cantante di grido, al pianobar rilassante.

Gherardo Guidi, quaranta e più anni trascorsi di notte, è in forma, non ha addosso la ruggine del tempo trascorso sotto la luna. E’ elegante e misurato. Lui ne ha viste a bizzeffe, dai “mostri” come Ray Charles, Gloria Gaynor, Grace Jones, James Brown, ad Anna Tatangelo che furoreggia, espansiva e vulcanica. La già famosa notte del 22 agosto la Tatangelo in duetto con Calà, ha fatto l’alba entusiasmando i fans. «E’ straripante», commenta Guidi.

Ma altri miti, prima di lei, furono Cocciante e Anna Oxa, Gino Paoli e Califano, Peppino di Capri e Fred Bongusto. Il Gotha del locale è dorato, da Benigni a Beppe Grillo a Gigi Proietti. Adesso, tutte le sere di apertura, suonano orchestre («il nostro vanto» per Guidi) dai nomi noti: i Dangerous, i Borghi Bros, gli Acqua Azzurra. Per la tastiera del piano bar vi è da venti anni Stefano Busà. Prosegue Guidi: «Ho la fortuna di avere uno staff attivo e compatto, il direttore è Glauco Ghelardoni, sempre buon segugio di novità preziose, eppoi ci sono Fabio Tonelli e Dario Di Ciuccio ai quali si affiancano lo chef David Romagnoli e il capo-sala Simone Belluomini col dj Charlie Dee.

L’azienda Capannina nelle sere clou impiega anche 120 persone, di media sono una settantina. Almeno venti body gard garantiscono il servizio di ordine. Ecco perché importa sapere com’è andata. “La Capannina” non è un effimero incanto della mondanità fortemarmina. E’ un’impresa che dà lavoro e continuità a tante famiglie. Che sia andata bene l’estate significa proseguire e il locale il prossimo anno festeggerà i 90 anni: mica poco. Chi si vede ai tavoli? Molti sono i ritorni, vedi giocatori e star del calcio quali Paolo Rossi e Antognoni, Galli e Gilardino. E poiché Guidi fu anche dirigente della “Fiorentina” al suo bagno Roma levante staziona da anni il patron Galliani, col relativo seguito milanista.

Ma tutto e tant’altro si legge anche nel libro Così ho sedotto la notte che Guidi ha scritto e presentato a Roma, Firenze, Milano. Vi è l’intera sua storia e quella della sua moglie-compagna, Carla, che ben lo assiste e consiglia nel difficile mestiere. Adesso Guidi sta scrivendo un altro libro ma facendo lo scrittore non dimentica di servire e studiare lo spettacolo per il suo straripante pubblico. Ieri bianchi come il latte oggi tatuati all’eccesso come chiede la moda. Ma la Capannina resta sempre la stessa, il luogo dove la musica sogna. —
 

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